Microplastiche nel cervello: lo studio che indaga il possibile legame con la Sla

Uno studio dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha rilevato per la prima volta la presenza di nano e microplastiche nel liquor di pazienti con Sla

Foto di Anna Shvets: https://www.pexels.com/it-it/foto/mani-immagine-foto-tenendo-4226139/

La presenza di nano e microplastiche nell’ambiente e negli alimenti è da tempo oggetto di crescente attenzione scientifica. Un nuovo studio condotto dall’Università di Modena e Reggio Emilia apre ora un fronte particolarmente delicato, individuando per la prima volta queste particelle nel sistema nervoso centrale di pazienti affetti da Sla. I risultati evidenziano una possibile associazione tra livelli elevati di contaminanti e maggiore rischio della malattia, pur sottolineando la necessità di ulteriori ricerche per chiarire eventuali meccanismi tossici.

Lo studio

La ricerca, dell’Università di Modena e Reggio Emilia e in pubblicazione sulla rivista Brain Communications, ha rilevato un’associazione tra concentrazioni e maggiore rischio di Sla. Lo studio, dal titolo ‘Central Nervous System Concentrations of Nano- and Microplastics and Risk of Amyotrophic Lateral Sclerosis’, ha come coordinatori della ricerca Marco Vinceti e Jessica Mandrioli, rispettivamente ordinari di Epidemiologia e di Neurologia presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze di Unimore. Lo studio ha determinato per la prima volta al mondo i livelli di microplastiche e in modo particolare di nanoplastiche – caratterizzate da ridottissime dimensioni, dell’ordine dei decimillesimi di millimetro – nel liquor e quindi nel sistema nervoso centrale di pazienti con Sla.

I risultati ottenuti

I risultati suggeriscono come elevati livelli siano associati, al di sopra di un livello soglia di esposizione, a un maggior rischio di Sla. Forse a causa di un effetto tossico diretto o per l’azione di altre sostanze tossiche associate alle microplastiche. “Se e quanto questi nuovi contaminanti rappresentati da nano e microplastiche siano responsabili di effetti tossici sul sistema nervoso rimane da accertare in modo conclusivo”, ha spiegato il professore Marco Vinceti. Lo studio è anche il primo a caratterizzare la relazione tra livelli e dimensioni delle microplastiche nel sangue – per esposizione ambientale o dieta – e presenza di tali contaminanti nel sistema nervoso. La ricerca nasce dalla stretta collaborazione tra epidemiologi e neurologi di Unimore, cui si è aggiunto il contributo del gruppo di ricerca igienistico dell’Università di Catania coordinato dalle professoresse Margherita Ferrante e Gea Oliveri Conti, titolare di un brevetto europeo per la determinazione di quantità piccolissime di nano e microplastiche, e della professoressa Lauren Wise della Boston University School of Public Health.

Fonte Ansa

Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it
Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Lenovo

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: