Malattie oculari, la terapia genica fa passi avanti

La terapia genica potrebbe arrivare a curare e patologie dell'occhio con una singola iniezione. L'approvazione è attesa nel 2027

Foto di Pavel Danilyuk: https://www.pexels.com/it-it/foto/mano-medico-dottore-dispositivo-5996654/

Entro il 2027 potrebbe bastare un’iniezione per curare definitivamente patologie che colpiscono gli occhi, da quelle comuni alle più aggressive. Lo dimostrano i dati aggiornata sull’efficacia di due terapie geniche, l’ABBV-RGX-314 e la 4D-150. “I risultati presentati hanno dimostrato efficacia e sicurezza della terapia”, ha detto Stanislao Rizzo, presidente di FLORetina Icoor, direttore del Dipartimento di Oculistica del Policlinico A. Gemelli Irccs e Professore ordinario di Oculistica presso l’Università Cattolica di Roma, “molti pazienti hanno avuto bisogno di poche o, addirittura, nessuna iniezione supplementare di anti-Vegf durante gli anni di follow-up”.

Risultati positivi

La terapia genica potrebbe essere presto utilizzata per curare in modo definitivo anche malattie oculari comuni, e non solo forme rare, a partire dalla maculopatia senile umida, la forma più aggressiva e rapida di degenerazione maculare legata all’età. Sono infatti positivi i primi dati di efficacia fino a 4 anni della terapia genica ABBV-RGX-314: in un vicino futuro, potrebbe dunque bastare una sola iniezione per curare la patologia e l’approvazione per la nuova terapia è attesa nel 2027. A dimostrarlo sono i dati più aggiornati con un follow-up fino a 4 anni presentati al congresso internazionale FLORetina in corso a Firenze, che confermano i risultati di un recente studio pubblicato su The Lancet che ha valutato la compatibilità biologica e il potenziale terapeutico della terapia genetica ABBV-RGX-314. Positivi a 2 anni anche gli esiti delle sperimentazioni su una seconda terapia, la 4D-150. Entrambe le terapie potrebbero potenzialmente ridurre fino a una sola le iniezioni intravitreali necessarie per il trattamento della malattia ed essere disponibili dal 2027.

“Efficacia e sicurezza”

“I risultati presentati hanno dimostrato efficacia e sicurezza della terapia sia da un punto di vista anatomico, che funzionale con stabilizzazione o miglioramento dell’acuità visiva. Inoltre, molti pazienti hanno avuto bisogno di poche o, addirittura, nessuna iniezione supplementare di anti-Vegf durante gli anni di follow-up, dimostrando la capacità di
RGX-314 di fornire una risposta duratura dopo una singola somministrazione”, afferma Stanislao Rizzo, presidente di FLORetina Icoor, direttore del Dipartimento di Oculistica del
Policlinico A. Gemelli Irccs e Professore ordinario di Oculistica presso l’Università Cattolica di Roma.

Fonte Ansa

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: