Malattie gengivali e fegato grasso: il possibile legame tra parodontite e steatosi

Uno studio giapponese pubblicato su Scientific Reports rileva un’associazione tra i segni della malattia parodontale, la presenza di grasso nel fegato e il grado di fibrosi

La salute della bocca potrebbe essere più strettamente collegata a quella del fegato di quanto si pensasse. Uno studio condotto in Giappone e pubblicato su Scientific Reports ha infatti rilevato un’associazione tra alcuni segni della malattia parodontale e la steatosi epatica non alcolica, comunemente conosciuta come fegato grasso. In particolare, la maggiore profondità delle tasche parodontali e il sanguinamento gengivale risultano correlati ad alcuni indicatori della malattia epatica e della fibrosi, suggerendo una possibile relazione tra infiammazione gengivale e salute del fegato.

Lo studio

La malattia gengivale potrebbe collegarsi a un rischio maggiore di fegato grasso, la steatosi epatica non alcolica: lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports e svolto in Giappone, presso la Kagoshima University Graduate School of Medicine and Dental Sciences. I risultati mostrano che i segni della malattia parodontale, tra cui la profondità della tasca parodontale superiore a 6 millimetri e il sanguinamento gengivale, sono associati alla steatosi epatica e a un maggior grado di fibrosi epatica.

I fattori di rischio

La steatosi epatica è collegata a ipertensione, diabete e disturbi del metabolismo dei grassi (lipidico) e l’obesità è uno dei fattori che frequentemente ne favoriscono l’insorgenza. La parodontite è invece una malattia infiammatoria cronica di origine batterica, caratterizzata dall’infiammazione dei tessuti parodontali e dalla perdita di osso alveolare. Questa condizione è associata a malattie come diabete, demenza e alcuni tumori maligni. Pertanto, prevenire la parodontite e mantenere una corretta igiene orale contribuisce a preservare la salute generale. Lo studio ha coinvolto 2.453 partecipanti, valutati da cinque dentisti. Durante l’analisi i ricercatori hanno preso in esame la perdita di denti, il sanguinamento gengivale e la profondità del solco parodontale (che si considera normale se compreso tra 1 e 3 mm). Hanno inoltre determinato vari indici relativi alle malattie epatiche, tra cui il grado di fibrosi e la quantità di grasso nel fegato.

Tasca parodontale e gravità della malattia

È emerso che una tasca parodontale uguale o maggiore di 6 mm si associava ad un aumento di alcuni indicatori per la steatosi epatica. In particolare, la presenza di sanguinamento gengivale durante la visita odontoiatrica è significativamente correlata alla gravità della malattia. In sintesi, questo studio dimostra la relazione tra l’infiammazione parodontale e la steatosi epatica. Di conseguenza, mantenere una buona igiene orale e il controllo della salute gengivale possono aiutare a prevenire l’insorgenza di questa malattia del fegato.

Fonte Ansa

Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it
Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Lenovo

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: