L’arte come cura: il protocollo che rafforza il legame tra cultura e salute

I ministri Alessandro Giuli e Orazio Schillaci hanno siglato un protocollo d'intesa che riconosce il ruolo di arte e cultura nelle terapie e nella salute

Cultura e cura. Foto di Burcu Elmas: https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-seduta-in-una-galleria-d-arte-che-disegna-15086260/

L’arte e la cultura migliorano la qualità di vita delle persone, giocando un ruolo anche nel benessere e nella cura della società. Il protocollo d’intesa siglato tra i ministri della Cultura Alessandro Giuli e della Salute Orazio Schillaci riconosce il ruolo che la prima gioca per la seconda e si pone gli obiettivi di riconoscere le buone pratiche che vanno dalle varie forme di arteterapia fino alla presenza dell’arte nei percorsi di cura, e di promuovere studi scientifici, percorsi formativi e la costituzione di un Comitato scientifico composto da rappresentanti di entrambi i dicasteri. “Con la firma di questo Protocollo riconosciamo e rafforziamo il ruolo terapeutico della cultura”, ha detto Giuli. “Il Protocollo siglato oggi rientra nella strategia di umanizzazione delle cure su cui siamo fortemente impegnati”, il commento di Schillaci. 

il protocollo

Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, hanno firmato oggi al Ministero della Cultura un Protocollo d’intesa per rafforzare il legame tra cultura e salute. L’accordo mira a promuovere l’accesso alla conoscenza e alle arti quali fattori determinanti per il miglioramento della qualità della vita, contribuendo al contempo a delineare una visione più ampia, moderna e inclusiva delle politiche di cura e di welfare. Lo rende noto il ministero della Salute. All’incontro erano presenti i Sottosegretari di Stato Lucia Borgonzoni, promotrice dell’iniziativa, e Giampiero Cannella.

Arti e terapie

L’intesa riconosce il valore di esperienze già attive nei luoghi della cultura e nelle strutture sanitarie, dalla museoterapia all’arteterapia, dalla musicoterapia alla presenza dell’arte nei percorsi di cura. L’accordo richiama pratiche già sperimentate presso istituti del Ministero della Cultura e strutture sanitarie, quali il Policlinico Universitario Fondazione Agostino Gemelli di Roma, l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, nonché iniziative come il progetto “Art4ART” realizzato in collaborazione con il MAXXI presso il Policlinico Gemelli.

Studi scientifici

Il Protocollo prevede, inoltre, la promozione di studi scientifici e di attività sperimentali, percorsi formativi rivolti al personale sanitario e della cultura, iniziative pubbliche di sensibilizzazione, l’attivazione di un confronto multidisciplinare stabile tra le istituzioni coinvolte e la costituzione di un Comitato scientifico paritetico tra i due Ministeri.

Inclusione

Tra gli obiettivi, figurano anche il monitoraggio delle buone pratiche, la riduzione delle barriere all’accesso ai luoghi della cultura e la valorizzazione della cultura quale leva di inclusione sociale e di sostegno alla persona.

Giuli: “Riconosciuto ruolo terapeutico dell’arte”

“Con la firma di questo Protocollo riconosciamo e rafforziamo il ruolo terapeutico della cultura. Musei, biblioteche, archivi, istituti e luoghi della cultura sono chiamati a svolgere un ruolo sempre più centrale nella costruzione di percorsi di cura, contribuendo così, attraverso l’arte, al benessere della persona e della comunità”, ha dichiarato Giuli.

Schillaci: “Umanizzare le cure”

“Il Protocollo siglato oggi rientra nella strategia di umanizzazione delle cure su cui siamo fortemente impegnati. Avviamo questa collaborazione affinché le persone che affrontano una malattia continuino a sentirsi partecipi e protagoniste della vita sociale e culturale, in sintonia con i principi di solidarietà e inclusività propri del nostro Servizio Sanitario Nazionale”, ha affermato il Ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Borgonzoni: “Cultura e welfare”

“Oggi compiamo un passo in avanti decisivo: mettiamo a sistema esperienze episodiche, con l’obiettivo di trasformarle in una politica pubblica, strutturata e condivisa. La cultura è un diritto e una risorsa fondamentale per il benessere delle persone e delle comunità. Rendere questo diritto sempre più accessibile, integrarlo nelle politiche di welfare, significa costruire una società più equa e inclusiva, con la speranza di fare arrivare l’Italia il prima possibile alla prescrizione sociale di cultura“, ha sostenuto Borgonzoni.

Fonte Ansa

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