Inclusione: lo sport adattato diventa un ponte tra ospedale e territorio

Al Bambino Gesù è stato sperimentato un percorso per aiutare bambini e ragazzi a trovare lo sport più adatto e praticarlo anche dopo la dimissione

Foto di Kampus Production: https://www.pexels.com/it-it/foto/inquadratura-ravvicinata-di-una-persona-seduta-su-una-sedia-a-rotelle-mentre-si-tiene-una-palla-6763758/

Lo sport come strumento di riabilitazione, autonomia e inclusione, capace di accompagnare bambini e ragazzi con disabilità anche oltre il percorso ospedaliero. È questa la finalità dell’iniziativa promossa dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che punta a favorire l’incontro con diverse discipline sportive, valorizzando le capacità e le passioni di ciascuno. Attraverso attività guidate e il supporto di professionisti e atleti, il progetto vuole rendere lo sport un’opportunità concreta nella vita quotidiana.

Sport adattato, una giornata per scoprire nuove passioni

Provare sport diversi, individuare quello più adatto alle proprie capacità e passioni e continuare a praticarlo anche fuori dall’ospedale. È l’obiettivo di Lo sport in Opbg, insieme per tutti, la giornata dedicata allo sport adattato organizzata nella sede di Palidoro dall’Unità Operativa Complessa Day Hospital Neuroriabilitazione e Attività Sportiva Adattata, diretta da Gessica Della Bella, dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Bambini e ragazzi hanno sperimentato diverse discipline con il supporto di un’équipe multidisciplinare e dei tecnici del Comitato Italiano Paralimpico (Cip), insieme agli atleti paralimpici Domiziana Mecenate, nuotatrice paralimpica e oro agli Europei 2026, e Valerio Di Cocco, vicecampione italiano di parakarate, oltre a Daniele Garozzo, campione olimpico di scherma e oggi medico in formazione al Bambino Gesù.

 Dalla palestra al campo, tante discipline da sperimentare

Calcio a 5, baskin, tennistavolo, tiro con l’arco e calcio balilla: sono le discipline che bambini e ragazzi hanno potuto sperimentare, affiancati dagli operatori del Bambino Gesù e dai tecnici del Cip. A rendere possibili le attività sono anche gli spazi dedicati allo sport adattato realizzati nella sede di Palidoro, tra cui un campo di basket adattato e una pista per la prova degli ausili sportivi, come bici adattate e frame runner. Il progetto punta ad ampliare l’offerta fino a circa 15 discipline sportive adattate e ad aumentare da 60 a 250 il numero di bambini e ragazzi coinvolti ogni anno. L’obiettivo è inoltre portare dal 30% al 50% la quota di partecipanti che, dopo l’ospedale, continuano a praticare sport sul territorio.

 Un’équipe multidisciplinare per favorire autonomia e inclusione

Ad accompagnare i ragazzi nella sperimentazione delle diverse discipline è un’équipe multidisciplinare composta da fisiatra, tecnico dell’Attività Fisica Adattata, terapista occupazionale, fisioterapista e tecnico sportivo. «Lo sport non deve fermarsi alle porte dell’ospedale – ha detto Della Bella –. Vogliamo dare a ogni bambino la possibilità di sperimentare discipline diverse e scoprire quella che più gli piace e che lo valorizza meglio». «L’obiettivo è accompagnarlo a una pratica sportiva vicino a casa, perché lo sport diventi parte della sua vita quotidiana e uno strumento di autonomia, relazione e inclusione», ha concluso.

Fonte Ansa

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