MARTEDÌ 25 DICEMBRE 2018, 11:00, IN TERRIS

Ecco che "potere" hanno le carezze sui bimbi

Lo studio della University of Oxford e della Liverpool John Moores University

LUANA POLLINI
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Q

uale mamma non ha mai accarezzato il suo bimbo? E perché il piccolo smette di piangere al contatto con la mano di colei che lo ha messo al mondo? Non è da sottovalutare il senso di sicurezza che i piccoli provano a contatto con la loro mamma, ma forse non tutti sanno che una caerzza - soprattutto se "perfetta" - è un buon metodo per ridurre la sensazione di dolore del piccolo. E' questa la scoperta dei ricercatori della University of Oxford e della Liverpool John Moores University che hanno pubblicato sulla rivista Current Biology lo studio intitolato "Stroking modulates noxious-evoked brain activity in human infants", secondo il quale accarezzare delicatamente un neonato prima di una procedura medica - come un'analisid el sangue o una vaccinazione - sembrerebbe ridurre la percezione del dolore. I ricercatori hanno spiegato che questo sarebbe dovuto al fatto che le carezze riesconoa ridurre nei bambini l'attività cerebrale correlata alle esperienze dolorose


Quando una carezza è un'analgesico naturale

I ricercatori hanno monitorato l'attività cerebrale di 32 bambini mentre venivano sottoposti a normali esami del sangue. La metà dei piccoli è stata accarezzata con un pennello morbido durante il prelievo e questo gruppo ha mostrato il 40% in meno di attività del dolore nel cervello rispetto al gruppo di controllo. Lo studio ha inoltre rilevato che la velocità ottimale affinché la carezza risulti esssere una sorta di analgesico naturale era di circa 3 cm al secondo. Questa velocità attiva infatti una classe di neuroni sensoriali nella pelle chiamata afferenti C-tattili, che in precedenza hanno dimostrato di ridurre il dolore negli adulti.

 

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