SABATO 13 APRILE 2019, 00:01, IN TERRIS

Coping: come vincere da soli lo stress

Uno strumento utile per combattere le avversità, cercando la risposta dentro noi stessi

MARCO MANAGÒ
Facebook Twitter Copia Link Invia Scrivici
Stress
Stress
I

l coping (dal verbo inglese “to cope”, tradotto come “superare”) è costituito, oggi, dalle strategie, psicologiche e comportamentali, in cui l’individuo, consapevolmente, reagisce per contrastare lo stress. Occorre, quindi, sviluppare le abilità di coping, in riferimento al modo in cui le persone affrontano il dolore, la malattia, lo stress, considerando i possibili benefici derivanti da una “buona” valutazione della causa generante.


Come funziona

Il coping è una sorta di autoanalisi, in cui l’individuo esamina quelle particolari situazioni che portano al dolore; si tratta di una tecnica per capire meglio se stessi e trovare anche un modo nuovo di comportamento. Va smontato, a esempio, l’assioma di autoconvinzione e di autoaccusa “io non ho relazioni sane quindi non riesco a rapportarmi con l’altro” (coping disadattivo, in cui le tecniche negative intervenute non inducono alla risoluzione del problema e delle sofferenze bensì le tengono in vita). Quando non si è accettati non serve indagare sul prossimo, basta scavare in se stessi per capire come affrontare una situazione di disagio. Va capito cosa, di ripetuto, non sia consono alla realizzazione della propria personalità e va compreso se le risposte agli stimoli altrui siano adeguate o esagerate.


Tipologie

Il coping e le sue strategie vertono intorno al modo in cui si possa reagire a una situazione di stress. E' di tipo funzionale se si finisce con l’adattarsi; in caso contrario, subendone ulteriori conseguenze, è più appropriato riferirsi a quello disfunzionale.

Psicologi famosi, come Richard Lazarus e Susan Folkman, hanno definito il coping “un insieme di sforzi cognitivi e comportamentali attuati per gestire le richieste provenienti dall’esterno in base alla capacità possedute”. Lazarus ha individuato le strategie di coping orientate al problema: presa di controllo, ricerca di informazioni e valutazione di pro e contro e quelle di coping incentrato sull’emozione: negazione, evitamento, accettazione della colpa, autocontrollo, rivalutazione positiva. Nelle prime si assiste a un aumento delle informazioni disponibili sul fenomeno, per avere più “armi” per fronteggiare le avversità; nelle seconde divengono più opportune la riflessione, la distrazione, il distacco e l’evitamento.


Adattarsi alle difficoltà

Il coping si accompagna alla resilienza, alla capacità, dunque, di adattarsi alle difficoltà della vita. Non è superfluo pensare che in queste strategie del “fronteggiare” rientri, propedeuticamente, un positivo atteggiamento verso la vita, l’ambiente e il prossimo. Si tratta di un rovesciamento della fase di stress e di allontanamento della disistima verso se stessi, del considerarsi unicamente come polo negativo da cui scaturiscono le avversità. Molti studiosi parlano di “ottimismo disposizionale”, in cui è fondamentale una consolidata e personale propensione verso un positivo andamento degli eventi.


Modifica del comportamento

Una caratteristica del coping è quella della scelta consapevole di un comportamento o di una valutazione, ponendo così, al bando, tutte le reazioni inconsce e involontarie che possono derivare come atteggiamento di difesa. Il ragionamento del soggetto in stato di stress si sviluppa, invece, lungo una sottile distinzione: la ricerca dell’eliminazione del problema intervenuto e l’annullamento della sofferenza che il problema stesso ha causato. Nell’interazione fra individuo e ambiente scatta un processo cognitivo, rapido ed efficace, tradotto in una modifica comportamentale.

Alcuni provano (spesso con profitto) a prevenire gli effetti dannosi e ad anticiparli, in tal caso di tratta di coping proattivo.


Nessuno schema

La peculiarità di questa pratica, dunque, è l’approccio personale del soggetto, la sua valutazione puramente soggettiva e la sua predisposizione al problema, senza alcuna pretesa di risolvere per via medica e farmacologica il disagio (non possedendo tale padronanza o titolo adeguato). Il coping, ancora poco conosciuto alla comunità né supportato mediaticamente (nonostante i benefici) non consiste in uno schema prefissato di azioni da svolgere, unico e testato, programmato per tipologie di soggetti con particolari esigenze. Non si tratta, infatti, di problem solving, bensì di valutazioni e comportamenti molto soggettivi, di strategie adattabili anche in corso d’opera e non predefinite all’inizio.


Uscire dal tunnel

Ciò sconfessa le valutazioni del passato, in cui gli studiosi erano propensi a incanalare le strategie di coping mentre si tende, ora, a evidenziare l’enorme ventaglio a disposizione del singolo, sia per quanto riguarda i fattori disposizionali sia per quelli situazionali. La soggettività fa sì che non ci siano procedure standardizzate o codificate; ciò permette la libera azione del soggetto in un libero quadro di azioni e interventi. Le suddette strategie, diverse fra loro a seconda dell’età, del censo, dell’istruzione, del sesso, dell’ambiente in cui si trova l’individuo, fanno sì che questo formidabile strumento di reazione personale (che non richiede spese, farmaci e sedute di analisi) possa svilupparsi in piena autonomia e consapevolezza, assicurando quasi sempre il successo.

Spazio al lettore: per commentare questo articolo scrivi a direttore@interris.it

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 

Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
Teste di cuoio
LOURDES

L'ex militare si arrende alla polizia

L'unica ferita è l'ex compagna dell'uomo: raggiunta da un colpo di arma da fuoco
L'Ilva di Taranto
ILVA

Si dimettono i commissari straordinari

Lettera recapitata al Mise. Di Maio: "Grazie per il lavoro svolto, inizia fase due"
Luigi Di Maio
25 APRILE

Di Maio attacca: "Chi lo nega era anche a Verona"

Il vicepremier critico: "Coloro che negano la festa della Liberazione passeggiavano con gli antiabortisti"
Simbolo Eurostat
COMUNITÀ EUROPEA

Eurostat: debito in crescita nel 2018

Il deficit è invece sceso al 2,1%, dal 2,4% del 2017
Armando Siri
IL CASO

Siri, Salvini: "Giudici facciano in fretta"

Il vicepremier: "Si è colpevoli solo con condanna". Morra: "Intollerabile presenza nel governo"
Coltello
ROMA

Gli vede il crocifisso al collo, tenta di sgozzarlo

Il fatto alla vigilia di Pasqua vicino la stazione Termini. Marocchino l'aggressore