Casi di celiachia in aumento in Italia: 14mila nuove diagnosi nel 2024

La relazione sulla celiachia al Parlamento del Ministero della Salute riporta che il numero di soggetti con questa patologia sfiora la soglia di 280 mila pazienti

Senza glutine. Foto di Brad su Unsplash

I casi di celiachia in Italia aumentano, arrivando a sfiorare quota 280mila. Nel 2024, rispetto dato pre-pandemico del 2019, le nuove diagnosi sono oltre 14mila, riporta la “Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia” pubblicato sul sito del Ministero della Salute. “La popolazione è tornata nei presidi sanitari per sottoporsi alle indagini diagnostiche come accadeva nel periodo pre-pandemico”, è il commento. Il documento riferisce di una prevalenza nazionale dello 0,47%, con i valori più elevati in Valle D’Aosta, Toscana e Umbria. Questa patologia colpisce maggiormente la popolazione femminile (59,8%). Nella relazione si forniscono anche le cifre che riguardano il supporto economico a favore dei pazienti, che hanno diritto all’erogazione gratuita di alimenti senza glutine, il cui acquisto in esenzione è soggetto a un tetto di spesa mensile: nel 2024 la spesa del Sistema sanitario nazionale è stata di quasi 273 milioni di euro. Si lavora anche sull’individuazione precoce della celiachia in età pediatrica. Nel 2023 il Parlamento ha previsto un programma di screening, intanto si hanno a disposizione i dati di un progetto dell’Istituto superiore di Sanità che ha coinvolto quattro regioni, Lombardia, Marche, Campania e Sardegna. Su 5.535 bambini esaminati, il 3,9% ha presentato un risultato potenzialmente indicativo di celiachia.

Casi in aumento

In Italia, nel 2024, il numero di soggetti celiaci ha raggiunto quasi il tetto dei 280 mila pazienti (85.238 maschi e 194.274 femmine) con un saldo di oltre 14 mila nuove diagnosi e quasi 273 milioni di euro spesi dal Ssn per erogare gli alimenti senza glutine in esenzione. I dati emergono dalla “Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia – anno 2024″ pubblicata sul sito del ministero della Salute.

I dati

La prevalenza nazionale della celiachia è arrivata allo 0,47% della popolazione e le Regioni in cui si è registrata la prevalenza più elevata sono la Valle D’Aosta (0,59%), seguita da Toscana (0,58%) e Umbria (0,54%). “Il dato epidemiologico rassicurante che emerge – si legge nel documento – è che il numero delle diagnosi del 2024 ha superato il dato del 2019, che significa che la popolazione è tornata nei presidi sanitari per sottoporsi alle indagini diagnostiche come accadeva nel periodo pre-pandemico”. Nel complesso, la celiachia ha confermato una prevalenza maggiore nella popolazione femminile con il 59,8% delle positività. L’analisi genetica ha inoltre evidenziato che il 44% dei bambini è geneticamente predisposto, con una percentuale particolarmente elevata in Sardegna (57%).

Spesa sanitaria

La relazione fa anche il punto sui provvedimenti previsti a favore dei pazienti. Per consentire l’accesso ai servizi di ristorazione in particolari ambiti (mense nella scuola, lavoro ecc) la legge prevede un supporto economico annuale destinato alle Regioni per la garanzia dei pasti senza glutine a chi lo richiede e per la formazione degli operatori del settore alimentare. In Italia, le persone con celiachia hanno diritto all’erogazione gratuita di alimenti senza glutine, il cui acquisto in esenzione è soggetto a un tetto di spesa mensile. Nel 2024 risulta che il Ssn ha corrisposto quasi 273 milioni di euro per supportare la dieta dei celiaci con una spesa media pro-capite di circa 975,54 euro. Cruciale anche la formazione: nel 2024 in tutt’Italia sono stati organizzati 700 corsi con la partecipazione di 17.139 operatori. Nel 2025, si evidenzia infine nel documento, lo stanziamento per il settore è stato di 895.987,96 euro di cui 324.748,35 euro destinati alla fornitura di pasti senza glutine nelle mense e 571.239,61 destinati alla formazione.

Individuazione precoce

Nel 2023 il Parlamento ha inoltre previsto lo sviluppo di un programma di screening per l’individuazione precoce dei casi di celiachia in età pediatrica. I primi risultati, se pur in scala ridotta, sono stati raccolti dall’Istituto Superiore di sanità nell’ambito di un progetto pilota che ha coinvolto 4 Regioni: Lombardia, Marche, Campania e Sardegna. In totale sono stati arruolati 5.535 bambini: il 3,9% dei bambini esaminati ha presentato un risultato potenzialmente indicativo di celiachia.

Fonte Ansa

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