MERCOLEDÌ 05 SETTEMBRE 2018, 11:00, IN TERRIS


VIOLENZA CONTRO OPERATORI SANITARI

Al via la campagna "Prima di aggredire, pensa"

Anelli: "Recuperare quel rapporto di fiducia medico-paziente che si è incrinato"

MILENA CASTIGLI
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Stop alla violenza sugli operatori sanitari
Stop alla violenza sugli operatori sanitari
"P

rima di aggredire, pensa!". Riprende il titolo della nota canzone sanremese di Fabrizio Moro ("Pensa, prima di sparare; pensa...")  la nuova campagna di contrasto alla violenza sugli operatori sanitari che verrà presentata il  prossimo 13 settembre a Bari in occasione della "Giornata nazionale contro la violenza verso gli operatori sanitari" dedicata alla memoria di Paola Labriola, alla presenza del Ministro Giulia Grillo. La campagna è promossa dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) e dall'Ordine di Bari.


L'omicidio Labriola

La psichiatria fu uccisa nel settembre 2013 mentre era al lavoro nel centro di salute mentale del Libertà,a Bari. L'omicida, Vincenzo Poliseno, è stato condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione per omicidio aggravato da futili motivo. L'uomo, un paziente della dottoressa, al momento dell'assassinio è stato giudicato in grado di intendere e di volere.


La campagna

Lo scopo della campagna è quello di presentare ai cittadini la 'doppia faccia' del servizio sanitario: non solo le inefficienze del sistema - quelle che causano maggiori insoddisfazione nei cittadini quali ritardi o disservizi - ma anche i traguardi e i risultati raggiunti del lavoro di migliaia di medici e infermieri che operano nei pronto soccorso, per il 118 o come guardie mediche.

I cartelloni voluti dall'Ordine dei medici di Bari per abbassare il livello di conflittualità che si registra soprattutto all'interno delle strutture di urgenza e di continuità assistenziale - in affissione da questa settimana - sono divisi in due metà, così come il viso dei soggetti protagonisti: arrabbiati nella prima parte, sorridenti nella seconda.

Il testo evidenzia il dualismo della situazione: "30 minuti ad aspettare l'ambulanza. Li ho riempiti di insulti! 3.922.271 interventi 118 nel 2017. Migliaia di vite salvate". Oppure, recita un secondo manifesto: "La guardia medica non voleva darmi quel farmaco. L'ho minacciata! 12.000.000 di assistiti dalle guardie mediche in 1 anno. Migliaia di vite salvate". Il terzo: "Più di 6 ore di attesa al Pronto soccorso. Volevo spaccargli la faccia!. 20.125.923 di accessi al Pronto soccorso nel 2017. Migliaia di vite salvate". "Prima di aggredire, pensa. I medici difendono la nostra salute" è il motto di fondo della "pubblicità progresso".

La campagna, sottolinea Filippo Anelli, presidente Fnomceo e dell'Ordine di Bari, su Ansa "fa parte di una più ampia azione culturale di 'riconciliazione' con i cittadini che insieme ai medici sono le vittime delle inefficienze del sistema sanitario. Per contrastare la violenza non basta rendere più sicuri i luoghi di lavoro, ma bisogna recuperare quel rapporto di fiducia medico-paziente che si è incrinato negli anni".

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