Virus cinese, sono 25 le vittime. A Roma il primo aereo da Wuhan

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:26

L'allerta è alta a Roma dove questa mattina è atterrato il primo volo proveniente da Whuan, la città cinese considerata il focolaio del 2019nCov, il temibile coronavirus che in Cina ha già mietuto 25 vittime e sta mettendo il mondo in allerta con oltre 600 contagi complessivi finora riconosciuti, stando alle autorità locali riportate da Sky News.

Basso rischio contagio in Italia

Sono in tutto 202 i passeggeri cinesi sbarcati all'alba a Fiumicino. Sono stati i primi a cui sono state applicate le misure anti-contagio disposte dalla task force del Ministero della Salute, con un corridoio sanitario e appositi scanner che misurano la temperatura corporea. A Roma Fiumicino fanno scalo tre voli a settimana provenienti da Whuan. Oltre allo screening, ai passeggeri è stata fatta compilare una scheda che indichi la destinazione e il percorso una volta sbarcati, nel caso che si venissero a creare dei focolai anche nel nostro Paese. Intervistato da Interris.it, il virologo Giovanni Maga, Direttore dell'Istituto di Genetica Molecolare del Cnr, ha rassicurato che il rischio contagio in Italia ora è molto basso: “Se consideriamo che questo virus gira da un mese, si registrano 600 casi. Il virus si trasmette da uomo a uomo e non sembra dare sintomi così gravi da essere riconoscibile. Va anche detto che le persone decedute erano persone con situazioni di salute compromesse per le quali il virus è stato letale. Al momento, i casi usciti dalla Cina sono pochi e quindi non sembra che questo virus si stia diffondendo a macchia d'olio. Non c'è, dunque, un allarme pandemia, ma il rischio che si possano  verificare epidemie più o meno piccole anche in altri Paesi o contesti difficili, quello sì”.

Come nel 2003

Il volo atterrato alle 4:50 di questa mattina richiama alla mente il 2003, annus horribilis in cui si verificò – sempre in Cina – l'epidemia di Sars (della stessa famiglia dei Coronavirus). In tal caso, l'allora ministro della Salute, Girolamo Sirchia, insieme all'Istituto Superiore di Sanità, allestì per la prima volta i cosiddetti “corridoi sanitari”, gli stessi che vengono utilizzati in questi giorni e che permettono di monitorare la temperatura dei passeggeri. “Dopo aver definito la natura del virus, abbiamo fatto ricerca e capito come agire sul territorio. Per la prima volta a Fiumicino fu installato un corridoio sanitario con una macchina che misurava a distanza la temperatura deii passeggeri per isolare con una quarantena qualcuno che mostrava sintomi sospetti – ha dichiarato Sirchia in un'intervista per Interris.it. Oggi, come allora, bisogna attrezzare le rianimazioni con strumenti per l'ECMO oltre alla rianimazione respiratoria. C'è, inoltre, tutta una protezione del personale che va implementata per evitare che il personale sanitario si infetti”. 

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