Viaggio apostolico in Angola, Leone XIV a Saurimo: “Ascoltare e amare gli anziani”

Durante il viaggio in Angola, Papa Leone XIV visita un centro anziani a Saurimo e invita ad ascoltare e valorizzare la loro saggezza. Il testo integrale pronunciato dal Pontefice

Papa Leone in Angola in un centro di accoglienza per anziani. Fermo immagine dalla diretta di Vatican News

Nel contesto del suo viaggio apostolico in Angola, Papa Leone XIV ha fatto oggi tappa a Saurimo, dove ha visitato un centro di accoglienza per anziani, incontrando ospiti, operatori e volontari impegnati quotidianamente nella cura delle persone più fragili. In questo luogo segnato da relazioni semplici e autentiche, il Pontefice ha voluto condividere un messaggio profondamente umano e spirituale, ricco di riferimenti evangelici e di richiami al valore della fraternità, del perdono e della vita comunitaria. Le sue parole si sono intrecciate con gesti di riconoscenza verso le autorità locali e quanti si dedicano al servizio degli anziani, sottolineando come la qualità di una società si misuri anche dalla capacità di prendersi cura dei più vulnerabili e di valorizzarne la memoria e la saggezza. Il Papa ha inoltre richiamato il modello della casa come luogo di accoglienza e amore, evocando le pagine del Vangelo in cui Gesù vive relazioni di amicizia e prossimità. Di seguito, il testo integrale del discorso pronunciato dal Santo Padre in questa occasione.

Il testo integrale pronunciato da Papa Leone XIV

“Vi ringrazio tanto per la vostra accoglienza, cosi piena di fede che mi tocca il cuore, ed e di grande conforto per la mia missione. Grazie! Mi ha colpito sentire che voi chiamate questo luogo “lar”, che parla di famiglia. Ringrazio Dio per questo, e spero che tutti voi possiate davvero vivere qui in un ambiente familiare, per quanto possibile.

Gesù amava stare a casa dei suoi amici. Il Vangelo ci dice che andava nella casa di Pietro, a Cafarnao, dove un giorno guarì sua suocera. Ci ricorda la sua amicizia con Maria, Marta e Lazzaro: nella loro casa, a Betania, era accolto come Maestro e Signore e nello stesso tempo con familiarità. Allora, carissimi, mi piace pensare che Gesu abita anche qui, in questa casa. Sì, Lui dimora in mezzo a voi ogni volta che cercate di volervi bene e di aiutarvi a vicenda come fratelli e sorelle. Ogni volta che, dopo un’incomprensione o una piccola offesa, sapete perdonarvi e riconciliarvi. Ogni volta che, alcuni di voi o tutti insieme, pregate con semplicità e umiltà.

Esprimo il mio apprezzamento alle Autorità angolane per le iniziative in favore degli anziani più bisognosi, come pure a tutti i collaboratori e ai volontari. La cura delle persone fragili è un segno molto importante della qualità della vita sociale di un Paese. E non dimentichiamo: le persone anziane non vanno solo assistite, vanno prima di tutto ascoltate, perché custodiscono la saggezza di un popolo. E dobbiamo loro riconoscenza, perché hanno affrontato grandi difficolta per il bene della comunità.

Care sorelle e cari fratelli, porterò nel cuore il ricordo di questo incontro con voi. La Vergine Maria, che riempiva di fede e d’amore la Casa di Nazaret, vegli sempre su questa comunità. E vi accompagni anche la mia benedizione”.

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