Vaccini, a che punto è il candidato francese Sanofi-Gsk

Nel frattempo il garante dei diritti delle persone detenute in Calabria chiede vaccinazioni prioritarie per detenuti e personale penitenziario

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:47

Una buona notizia sul fronte vaccini. Le case farmaceutiche Sanofi e Gsk hanno infatti avviato un nuovo studio di fase 2 sul loro candidato vaccino anti-Covid su 720 volontari dai 18 anni in su.

Obiettivo è quello di selezionare il dosaggio dell’antigene più appropriato per ottenere una risposta immunitaria ottimale, anche negli anziani. Se i risultati saranno positivi, lo studio di fase 3 inizierà nel secondo trimestre del 2021. Il vaccino che dovrebbe essere disponibile nel quarto trimestre dell’anno, annunciano le due aziende.

“Nelle ultime settimane, i nostri gruppi di ricerca hanno lavorato per perfezionare la formulazione dell’antigene del nostro vaccino con proteine ricombinanti, sulla base di quanto appreso nello studio iniziale di fase 1/2”. Questo ha dichiarato Thomas Triomphe, vicepresidente esecutivo e Capo di Sanofi Pasteur.

Come verrà testato il vaccino Sanofi-Gsk

Il nuovo studio di fase 2 dovrebbe aiutare a identificare la formulazione finale del vaccino per adulti di tutte le età. Verranno fatte due iniezioni a distanza di 21 giorni l’una dall’altra su volontari adulti tra i 18 e 59 anni e quelli di 60 anni e oltre, con tre diverse dosi di antigene.

I volontari coinvolti sono di Stati Uniti, Honduras e Panama. Parallelamente al nuovo studio di fase 2, Sanofi sta lavorando allo sviluppo del vaccino sulle nuove varianti del SarsCov2. Nella partnership tra le due società, Sanofi fornisce il suo antigene ricombinante e Gsk il suo adiuvante pandemico.

Vaccini: Garante Calabria, tra priorità inserire detenuti

Mente in tutta Italia prosegue la campagna vaccinale sulla popolazione ultra 80enne, arriva un appello dalla Calabria.

L’invito alle autorità è quello ad includere nell’elenco delle categorie prioritarie per la somministrazione dei vaccini anti Covid le persone detenute nei 12 penitenziari calabresi e il personale ad altro titolo operante.

La richiesta è partita dal garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale Agostino Siviglia. “Ritengo doveroso segnalare – scrive Siviglia – la necessità di inserire nel Piano vaccini regionale per la Calabria, fra le categorie prioritarie, le persone detenute nonché il personale in conformità con le linee di indirizzo in tal senso formulate dal Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, Domenico Arcuri, in quanto rientranti tra le categorie a rischio. Nel mentre, si registra positivamente l’inserimento nel calendario vaccini presentato dal Presidente della Regione Calabria del personale di polizia penitenziaria“.

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