La situazione non si è sbloccata e lo scenario si è presentato. L’ultima volta era stato sette anni fa. Gli Stati Uniti sono entrati in shutdown e si rischiano licenziamenti di massa di dipendenti governativi, con riflessi negativi sui servizi pubblici.
Shutdown
Gli Stati Uniti sono entrati alla mezzanotte locale (le 6 in Italia) ufficialmente in shutdown, con conseguente congelamento di parte dell’amministrazione federale. E’ la prima volta che accade in sette anni e al momento non c’è una soluzione in vista per l’impasse di bilancio al Congresso americano tra i repubblicani di Donald Trump e l’opposizione democratica. Diverse centinaia di migliaia di dipendenti pubblici saranno poste in disoccupazione e si prevedono gravi disagi per gli utenti dei servizi pubblici.
Situazione impopolare
Si tratta di una situazione altamente impopolare negli Usa, per la quale ogni partito sta già incolpando l’altro. I democratici “vogliono chiudere tutto, noi no”, ha assicurato il presidente americano.
Rischio licenziamenti
I licenziamenti di massa dei dipendenti governativi sono “imminenti”: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt nel briefing con i media, parlando dello shutdown. Poco dopo il vicepresidente JD, nello stesso briefing, ha parlato di 1-2 giorni. Era stato Donald Trump a minacciare licenziamenti di massa in caso di shutdown: l’ufficio budget della Casa Bianca aveva già chiesto piani in questo senso a tutte le agenzie governative.
Fonte Ansa

