Alla crisi umanitaria più grave del mondo dovuta alla guerra civile che ha inghiottito il Sudan da oltre tre anni, si aggiunge quella educativa. Il conflitto ha compresso infatti il diritto all’istruzione di una generazione di giovani sudanesi, secondo la Direttrice regionale dell’UNICEF per l’Africa orientale e meridionale Etleva Kadilli, perché oltre all’interruzione della frequenza delle elezioni, in molti parti del Paese non hanno potuto sostenere gli esami riconosciuti a livello nazionale, rischiando così l’inasprimento delle disparità. “L’istruzione deve rimanere uno spazio neutrale. Deve essere protetta dalle divisioni e guidata dall’interesse superiore dei bambini, nonché da una chiara comprensione di ciò che è in ballo per un’intera generazione se ciò non avvenisse. Garantire che tutti gli studenti sudanesi possano sostenere lo stesso esame, ovunque si trovino, è essenziale per salvaguardare sia i loro diritti oggi sia le loro prospettive per il futuro”, ha commentato Kadili.
Diritto all’istruzione
“I bambini in tutto il Sudan hanno lo stesso diritto fondamentale all’istruzione e dovrebbero poter sostenere gli esami nazionali in condizioni di sicurezza e regolarità, indipendentemente da dove si trovino. Nel contesto attuale, molti studenti hanno dovuto affrontare anni di interruzioni scolastiche e centinaia di migliaia di loro non sono riusciti a completare gli esami a causa del conflitto”.
Esami unificati
“Per questi studenti, sostenere un esame nazionale comune rappresenta un’opportunità tanto attesa per andare avanti su un piano di parità con i propri coetanei. È fondamentale che tutti i bambini – sia che vivano in zone colpite da conflitti, in contesti di sfollamento o in luoghi più stabili – abbiano accesso agli stessi esami riconosciuti a livello nazionale. Un esame unificato contribuisce a garantire parità di trattamento, tutela il valore dei titoli di studio degli studenti ed evita disparità che potrebbero limitare le loro opportunità future. Accedere agli esami e completare la scuola secondaria non è solo una tappa fondamentale per i singoli studenti, ma è anche un percorso cruciale verso l’istruzione superiore, le competenze e le opportunità future che i giovani sudanesi meritano. Per una generazione di giovani la cui istruzione è già stata gravemente compromessa dal conflitto, le qualifiche riconosciute sono la base per proseguire gli studi, accedere al mondo del lavoro e contribuire alla ripresa del Sudan. Sistemi di certificazione frammentati rischiano di creare barriere che durano più a lungo del conflitto stesso, limitando le opportunità dei giovani anche molto tempo dopo la fine dei combattimenti”.
La richiesta alle parti
“Per questa sessione d’esami e per il futuro, è essenziale che gli stessi esami riconosciuti a livello nazionale siano resi disponibili in tutto il Sudan e nei paesi che ospitano i rifugiati sudanesi. Il Governo e le parti in conflitto dovrebbero inoltre concordare modalità concrete per garantire che gli esami possano svolgersi in modo uniforme e sicuro su tutto il territorio nazionale. L’UNICEF è pronto a sostenere questi sforzi”.
Spazio neutrale
“L’istruzione deve rimanere uno spazio neutrale. Deve essere protetta dalle divisioni e guidata dall’interesse superiore dei bambini, nonché da una chiara comprensione di ciò che è in ballo per un’intera generazione se ciò non avvenisse. Garantire che tutti gli studenti sudanesi possano sostenere lo stesso esame, ovunque si trovino, è essenziale per salvaguardare sia i loro diritti oggi sia le loro prospettive per il futuro”.

