Un anno dalla morte di Papa Francesco: al il Regina Caeli Papa Leone XIV lo ricorda

Papa Leone XIV introduce la recita della preghiera Regina Caeli auspicando che la Buona Novella, la risurrezione di Cristo, arrivi anche ai popoli tormentati dalla guerra e ai cristiani perseguitati per la loro fede

A sinistra: papa Francesco. Foto © Livio Anticoli da Imagoeconomica. A destra: Papa Leone XIV. Foto © Vatican News

Nell’introduzione della recita del Regina Caeli Papa Leone XIV ricorda il suo predecessore, Papa Francesco, salito al cielo nel giorno del Lunedì dell’Angelo dell’anno scorso. Il Santo Padre ha riflettuto sul valore della testimonianza cristiana in un tempo in cui la racconto della verità è spesso ostacolato dalle fake news. Lo stesso Pontefice ha aggiunto che, anche di fronte agli ostacoli, “la verità non resta celata” anzi “ci viene incontro illuminando le tenebre più fitte”. Leone ha espresso l’auspicio che la Buona Novella raggiunta quanti nel mondo sono oppresso, come i popoli che vivono nelle zone di conflitto e i cristiani perseguitati. Il Papa ha poi rivolto un pensiero a coloro che nel mondo partecipano alle iniziative in occasione della Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace affinché lo sport “sia luogo di inclusione e di pace”.

Tempo di salvezza

“Cari fratelli e sorelle, Cristo è risorto! Buona Pasqua! Questo saluto, pieno di stupore e di gioia, ci accompagnerà tutta la settimana. Festeggiando il giorno nuovo, che il Signore ha fatto per noi, la liturgia celebra l’ingresso dell’intera creazione nel tempo della salvezza: la disperazione della morte è tolta per sempre, nel nome di Gesù. Il Vangelo di oggi  (Mt 28, 8-15) ci chiede di scegliere tra due racconti: o quello delle donne, che hanno incontrato il Risorto (v. 9-11), o quello delle guardie, che sono state corrotte dai capi del sinedrio (v. 11-14)”.

La verità illumina le tenebre

“Le prime annunciano la vittoria di Cristo sulla morte; le seconde annunciano che la morte vince sempre e comunque. Nella loro versione, infatti, Gesù non è risorto, ma il suo cadavere è stato rubato. Da uno stesso fatto, il sepolcro vuoto, sgorgano due interpretazioni: una è fonte di vita nuova ed eterna, l’altra di morte certa e definitiva. Questo contrasto ci fa riflettere sul valore della testimonianza cristiana e sull’onestà della comunicazione umana. Spesso, infatti, il racconto della verità viene oscurato da fake news, come si dice oggi, cioè da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento. Davanti a tali ostacoli, però, la verità non resta celata, anzi: ci viene incontro, viva e raggiante, illuminando le tenebre più fitte. Come alle donne giunte al sepolcro, anche a noi oggi Gesù dice: «Non temete! Andate ad annunciare» (v. 10). Egli stesso diventa così la buona notizia da testimoniare nel mondo: la Pasqua del Signore è la nostra Pasqua, la Pasqua dell’umanità, perché quest’uomo, che è morto per noi, è il Figlio di Dio, che per noi ha donato la sua vita. Come il Risorto, sempre vivo e presente, libera il passato da una fine distruttiva, così l’annuncio pasquale redime dal sepolcro il nostro futuro”.

Gli oppressi e i tormentati dalla guerra

“Carissimi, quanto è importante che questo Vangelo raggiunga soprattutto quanti sono oppressi dalla malvagità, che corrompe la storia e confonde le coscienze! Penso ai popoli tormentati dalla guerra, ai cristiani perseguitati per la loro fede, ai bambini privati dell’istruzione. Annunciare in parole e opere la Pasqua di Cristo significa dare nuova voce alla speranza, altrimenti soffocata tra le mani dei violenti. Quando viene proclamata nel mondo, infatti, la Buona Novella rischiara ogni ombra, in ogni tempo”.

Il ricordo

“Con particolare affetto, alla luce del Risorto ricordiamo oggi papa Francesco, che proprio il Lunedì dell’Angelo dello scorso anno ha consegnato la vita al Signore. Mentre facciamo memoria della sua grande testimonianza di fede e di amore, preghiamo insieme la vergine Maria, Sede della sapienza, perché possiamo diventare annunciatori sempre più luminosi della verità.

I saluti

Dopo la recita della preghiera mariana, Papa Leone ha rivolto un saluto ai pellegrini, in particolare “i ragazzi del Decanato di Appiano Gentile” e ha rivolto un pensiero “a quanti, in diverse parti del mondo, partecipano alle iniziative promosse in occasione della Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace, rinnovando l’appello perché lo sport, con il suo linguaggio universale di fraternità, sia luogo di inclusione e di pace”. Il Pontefice ha poi concluso: “Ringrazio quanti, in questi giorni, mi hanno fatto pervenire espressioni di augurio per la Santa Pasqua. Sono riconoscente soprattutto per le preghiere; per intercessione della Vergine Maria, Dio ricompensi ciascuno con i suoi doni! Vi auguro di trascorrere nella gioia e nella fede questo Lunedì dell’Angelo e questi giorni dell’Ottava di Pasqua, in cui si prolunga la celebrazione della Risurrezione del Cristo. Perseveriamo nell’invocare il dono della pace per tutto il mondo. Buon Lunedì dell’Angelo!”.

Fonte Sala stampa della Santa Sede

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