Uefa, stangata al City: fuori dalle Coppe per due anni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:33

Si apre forse il dilemma più grave della storia del club per il Manchester City, diffidato dall’Uefa dal giocare nelle coppe europee nei prossimi due anni. Una botta da k.o. per una società che, ormai da diversi anni, mette in cima alla lista dei desideri quello di conquistare la Champions League ma che, alla luce delle norme del Fair Play Finanziario, dovrà probabilmente affrettarsi a provarci seriamente già in questa stagione. Al momento, dall’Uefa è stato reso noto che la decisione è arrivata a seguito di un’infrazione delle regole riscontrata dai commissari federali, con “la Camera giudicante che, dopo aver esaminato tutte le prove, ha riscontrato che il Manchester City Football Club ha commesso gravi violazioni del regolamento sulle licenze e sul fair play finanziario sopravvalutando nei propri bilanci le entrate della sponsorizzazione e nelle informazioni relative al pareggio di bilancio presentate alla Uefa tra il 2012 e 2016″.

I rischi

Il club inglese, oggetto di un’inchiesta partita nel 2018, al momento ha scelto di commentare brevemente l’accaduto, dicendosi “contrariato, ma non sorpreso dalla decisione dell’Uefa e rendendo solo noto il prossimo ricorso in Appello al Tribunale di Losanna. Va da sé che un eventuale stop di 24 mesi alla partecipazione a competizioni internazionali non gioverebbe ai Citizens, che di colpo perderebbero l’appeal della presenza in Champions praticamente garantita da un decennio a questa parte (si parla già dell’allenatore, Pep Guardiola, pronto a trasferirsi già a partire dalla prossima stagione) con i relativi introiti e la possibilità di essere un richiamo estremamente appetibile per i fuoriclasse. Al club, inoltre, è stata imposta un’ulteriore misura disciplinare, una multa di 30 milioni di euro, che si affiancherà alla squalifica (se verrà confermata) dalle competizioni europee per club. E non solo: ad aggravare la posizione della società, secondo i giudici vi sarebbe la scarsa vigilanza operata e, di rimando, una poca collaborazione: ““In violazione del regolamento – scrivono i giudici -, il Club non ha collaborato alle indagini sul caso”. Una situazione, quella dei  Citizens, che già a partire dal prossimo anno (qualora si decidesse in via definitiva) potrebbe rivedere di gran lunga gli standard di una squadra che, proprio nella competitività a livello europeo, aveva fatto il proprio diktat verso il successo.

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