Ue, intesa sul taglio delle emissioni del 90% entro 2040

L'accordo sul target climatico raggiunto dai ministri dell'Ambiente dell'Unione europea prevede di contabilizzare nel bilancio delle emissioni fino al 5% di crediti internazionali di carbonio

Foto di Marcin da Pixabay

Maggiore flessibilità per raggiungere il target climatico del taglio delle emissioni del 90% entro il 2040. Dopo 24 ore di negoziati i ministri dell’Ambiente dell’Unione europea hanno raggiunto l’intesa che prevede di contabilizzare nel calcolo delle emissioni fino al 5% di crediti internazionali di carbonio, con una valutazione della Commissione ogni due anni, e inoltre un’opzione ulteriore 5% di crediti esteri per raggiungere gli obiettivi nazionali.

L’intesa

I ministri dell’ambiente dell’Ue hanno raggiunto un accordo a maggioranza qualificata sul taglio delle emissioni del 90% entro il 2040, includendo una serie di flessibilità per rendere la traiettoria meno rigida. L’intesa, arrivata dopo oltre 24 ore di negoziati, prevede la possibilità di contabilizzare nel bilancio delle emissioni fino al 5% di crediti internazionali di carbonio extra Ue. Un ulteriore 5% di crediti esteri potrà essere acquistato dai Paesi per coprire gli sforzi nazionali. Il testo conferma una clausola di revisione su base biennale a seguito di una valutazione da parte della Commissione della legge sul clima.

Cosa prevede

L’accordo sul target climatico al 2040 raggiunto tra i Paesi Ue conferma una riduzione del 90% delle emissioni rispetto ai livelli del 1990 e include la possibilità di contabilizzare una quota fino al 5% di crediti internazionali di carbonio di alta qualità nel calcolo delle emissioni a partire dal 2036 (con una “fase pilota” tra 2031 e 2035). La Commissione, ogni due anni, effettuerà una revisione “sull’attuazione degli obiettivi intermedi e delle traiettorie
di decarbonizzazione stabiliti”. Ogni cinque anni, inoltre, la Commissione europea potrà
effettuare una revisione e, in quell’occasione, valutare la possibilità di consentire agli Stati membri di utilizzare un ulteriore 5% di crediti di carbonio esteri per raggiungere i propri obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni. Si tratta in ogni caso di una misura volontaria, quindi gli Stati membri potrebbero decidere di non utilizzare ulteriori crediti o
di usarne una quota minore. Gli sforzi nazionali di riduzione delle emissioni sono coperti, ad esempio, dal regolamento di condivisione degli sforzi – che riguarda i settori dei trasporti, edilizia, agricoltura e rifiuti – e dal regolamento sull’uso del suolo, cambiamento di uso del suolo e silvicoltura.

Fonte Ansa

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