Ucraina: navi russe aprono il fuoco sul porto di Odessa

Il conflitto russo-ucraino arriva al suo ventiseiesimo giorno. Le sirene antiaeree non cessano di suonare a Kiev, Kharkiv e Leopoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:59

Il conflitto russo-ucraino arriva al suo ventiseiesimo giorno. Le sirene antiaeree non cessano di suonare a Kiev e in altre regioni, come Kharkiv e Leopoli. Stanotte le bombe sono cadute in particolare su Kiev su un centro commerciale e nella regione nord-orientale di Sumy, su un impianto chimico [qui la sintesi della nottata appena trascorsa, ndr].

Navi russe aprono il fuoco sul porto di Odessa

Stamattina due navi russe sono apparse in un’incursione a distanza nel porto di Odessa e hanno aperto il fuoco “in modo indiscriminato”. Lo ha riferito il portavoce del quartier generale operativo dell’amministrazione militare regionale di Odessa, Serhiy Bratchuk. L’artiglieria delle Forze armate ucraine avrebbe risposto al fuoco, allontanando le navi dalla riva.

Ancora bombe su Sumy: aerei russi verso centro Paese

Dopo gli attacchi di questa notte, diversi aerei russi hanno volato in mattinata su Sumy, verso “il cuore dell’Ucraina”. Lo ha affermato il governatore Dmytro Zhyvytsky, in un video pubblicato su Facebook e riportato dal Kyiv Independent, aggiungendo che i bombardamenti stanno continuando nella regione nord-orientale al confine con la Russia.

Arginata la perdita di ammoniaca a Sumy

Intanto in mattinata è stata arginata la perdita di ammoniaca dall’impianto chimico Sumykhimprom di Sumy, nell’est del Paese, che ha contaminato una vasta area diffondendosi nel raggio di circa 2,5 chilometri in tutte le direzioni. Lo annuncia il governatore regionale di Sumy Zhyvytsky senza precisare da cosa sia stata causata la perdita di ammoniaca. L’impianto si trova alla periferia della città, che ha una popolazione di circa 263mila persone e nelle ultime settimane è stata regolarmente presa di mira dalle truppe russe.

Bombe su Kiev, sale a otto il numero delle vittime

E’ salito a otto nel corso delle ore il numero delle vittime del bombardamento dell’esercito russo sull’area residenziale del distretto di Podolsk a Kiev. Lo ha riferito l’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina, citato dall’agenzia Unian. La zona è stata colpita da una potente esplosione che ha lasciato un cratere largo diversi metri

Oggi 8 corridoi umanitari concordati, ma non da Mariupol

Sono otto i corridoi umanitari aperti oggi per lasciare le città dell’Ucraina teatro di combattimenti. Tra queste, però, non c’è Mariupol, assediata da settimane, ha dichiarato la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk aggiungendo che ogni sforzo per raggiungere la città con aiuti umanitari è fallita fino ad ora. Lo riporta TgCom24.

Cremlino: “Embargo su petrolio russo colpirà tutti”

“La decisione di imporre l’embargo sulle forniture di petrolio russo peggiorerà l’equilibrio energetico in Europa colpendo tutti”. Lo afferma il Cremlino riportato dalla Tass. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov – scrive Ansa – ha avvertito che gli europei “avranno un momento difficile” se la decisione di imporre un embargo sulla fornitura di petrolio russo verrà adottata. “In effetti, per quanto ne sappiamo, l’imposizione di un embargo sulla fornitura di petrolio russo è attivamente discussa. Questo argomento è molto complicato, perché un tale embargo avrà un impatto, e influenzerà molto seriamente il mercato globale del petrolio in generale”, ha detto Peskov rispondendo ai giornalisti. Il funzionario del Cremlino ha notato che una tale decisione “peggiorerà seriamente gli equilibri energetici del continente europeo”. “Gli americani rimarranno da soli – questo è ovvio – e si sentiranno molto meglio degli europei. Gli europei avranno un momento difficile. Probabilmente, questa è una decisione che colpirà tutti”, ha riassunto Peskov. L’Ue si è detta “pronta” e “unita” a imporre eventuali nuove misure: a questo punto infatti nel mirino dovrebbero finire il carbone e il petrolio russi, settore finora risparmiato per le gravi conseguenze che un embargo comporterebbe sui Paesi energeticamente vulnerabili, come l’Italia.

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