Ucraina: 63esimo giorno di guerra, sale la tensione tra Russia e Nato

Le forze armate ucraine hanno colpito le posizioni russe sull'isola dei Serpenti, colpendo il posto di comando e distruggendo il sistema missilistico antiaereo Strela-10

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:40

La guerra in Ucraina entra nel suo 63esimo giorno. Una giornata caratterizzata dall’aumento della tensione tra la Nato e Mosca e da scontri in Transnistria che fanno temere un allargamento del conflitto. La Moldavia convoca il consiglio di sicurezza nazionale, dopo una serie di esplosioni nella regione separatista filorussa della Transnistria. Per Putin senza un accordo su Crimea e Donbass la pace non è possibile. Questa mattina Mosca ha chiuso i rubinetti del gas a Polonia e Bulgaria, per il rifiuto da parte di quei governi di pagare le forniture in rubli.

Kiev: raid sull’isola dei Serpenti, colpiti missili russi

Le forze armate ucraine hanno colpito le posizioni russe sull’isola dei Serpenti, colpendo il posto di comando e distruggendo il sistema missilistico antiaereo Strela-10. Lo riferisce l’esercito ucraino secondo quanto riporta la Ukrainska Pravda, “Nel frattempo, le nostre truppe continuano a combattere sulla frontiera occupata – si legge infatti in una nota -. Il nemico ha cercato di avanzare verso la regione di Mykolayiv vicino ai villaggi di Tavriyske e Nova Zorya, ma non ha avuto successo, ha subito perdite significative e si è ritirato”.

In fiamme deposito russo di munizioni

Un deposito di munizioni in fiamme vicino al villaggio di Staraya Nelidovka nella regione di Belgorod, nella Russia occidentale, vicino al confine con l’Ucraina: lo scrive il governatore della regione Vyacheslav Gladkov sul suo canale Telegram, secondo quanto riportato dalla Tass. “Ho appena contattato il capo dell’insediamento rurale di Golovinsky, Denis Zolotukhin. Secondo le informazioni preliminari, un deposito di munizioni è in fiamme vicino al villaggio di Staraya Nelidovka”, ha scritto.

Falliti i vertici di Guterres e Putin

Falliti, nella sostanza, i colloqui di ieri tra il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e i vertici russi. Dopo un incontro con il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, Guterres ha parlato per un’ora con il presidente russo Vladimir Putin, che, all’ennesima richiesta di un cessate il fuoco, ha risposto che non ci sarà pace finché Crimea e Donbass non torneranno alla Russia.

Papa: “Ogni guerra nasce da un’ingiustizia”

Del conflitto riparla anche Papa Francesco, in un messaggio a un congresso cattolico.”Ogni guerra nasce da un’ingiustizia”, ha detto, aggiungendo che “è triste vedere che l’umanità non riesce a essere capace di pensare con schemi e progetti di pace”.

Riarmo: Germania manda carri armati

La ministra degli Esteri britannica Liz Truss si appresta a ribadire, in un discorso anticipato ieri sera, l’intenzione di spingere l’Occidente a un riarmo di fronte all’offensiva russa, posizione già espressa ieri in un vertice convocato dagli Stati Uniti con gli alleati. Una posizione contro la quale Mosca ha subito replicato minacciando attacchi e rappresaglie anche nei territori dei Paesi Nato. Anche il cancelliere tedesco Sholz cede alla richiesta di armi da parte di Kiev a cui invierà 50 carri armati di ultima generazione.

Zelensky: con Mosca a Chernobyl il mondo era sull’orlo di una nuova catastrofe

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha affermato che la presa della centrale nucleare di Chernobyl da parte della Russia nella fase iniziale dell’invasione dell’Ucraina ha spinto il mondo sull’orlo del disastro. “Per l”esercito russo, la zona di Chernobyl e l’impianto erano come un normale campo di battaglia, un territorio in cui non cercavano nemmeno di preoccuparsi della sicurezza nucleare”, ha detto Zelensky durante una conferenza stampa con il capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica dell’Onu Rafael Grossi.

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