Tunisia: il presidente Saied proroga la sospensione del Parlamento

Il partito islamico Ennhadha, prima forza in Parlamento e principale bersaglio di Saied, ha licenziato tutti i membri dell'ufficio esecutivo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:31
Il presidente della Tunisia, Kais Saied

Il presidente della Tunisia, Kais Saied, ha prorogato “fino a nuovo ordine” la sospensione del Parlamento decisa il 25 luglio scorso: lo ha reso noto la presidenza. Saied ha inoltre prorogato la revoca dell’immunità parlamentare con un decreto presidenziale, anch’essa decisa settimane fa per la “troppa corruzione“. La presidenza ha annunciato in un comunicato – ripreso da Ansa – che il presidente parlerà alla nazione nei prossimi giorni, senza fornire ulteriori dettagli.

Saied oltre ad aver sospeso per 30 giorni l’attività del Parlamento al termine di una giornata di forti proteste di piazza contro il governo, aveva anche rimosso il primo ministro Hichem Mechichi, i ministri della Difesa e della Giustizia e il presidente del Parlamento, Rached Ghannouchi, leader di Ennahda.

Il partito islamico Ennahda scioglie l’esecutivo

Intanto il partito islamico Ennahda, prima forza in Parlamento e principale bersaglio delle decisioni del Presidente tunisino Saied, ha annunciato, tramite un comunicato stampa, il licenziamento di tutti i membri del suo ufficio esecutivo al fine di “costituire una nuova organizzazione che soddisfi i requisiti di questa fase”.

I membri uscenti continueranno comunque a svolgere le proprie funzioni fino alla formazione di un nuovo ufficio, si legge nella nota, firmata dal presidente del partito e del Parlamento, Rached Ghannouchi.

Ennahda assicura che la Commissione per la gestione della crisi politica, presieduta da Mohamed Goumani, continuerà la sua missione, “con l’obiettivo di aiutare a far uscire il Paese da questa situazione eccezionale”. L’annuncio del partito è giunto poche ore prima della decisione del presidente Saied di prorogare “fino a nuovo ordine” le misure eccezionali decise il 25 luglio scorso. Decisione di cui, forse, il partito era già a conoscenza.

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