Treno deragliato, gli operai: “Scambio a posto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:31

Sarà conferito oggi l'incarico ai consulenti della Procura per verificare le cause del deragliamento del Frecciarossa avvenuto lo scorso 6 gennaio alle 5.35 all'altezza di Ospedaletto Lodigiano, che ha provocato la morte di due macchinisti e il ferimento di 31 persone  I consulenti dovranno vagliare le dichiarazioni rese da indagati dai cinque tecnici di Rfi che erano intervenuti sul posto e avevano operato sullo scambio della tragedia. Interrogati, scrive Ansa, i cinque avrebbero sostanzialmente confermato la versione resa dai testimoni nei giorni scorsi: lo scambio era in posizione corretta. Racconto che però contrasta con gli elementi in mano alla Procura che li accusa di aver “svolto un'attività non adeguata”. 

La versione dell’accusa

In gergo tecnico, sotto osservazione è il deviatoio, una parte dello scambio, interessato da lavori di manutenzione quaranta minuti prima del passaggio del Frecciarossa. Secondo i pm, dopo la manutenzione lo scambio sarebbe rimasto deviato verso sinistra e, per questo, il convoglio, a quasi 200 chilometri orari, è finito con la motrice su un binario di servizio. Il sospetto è che l'operazione per aggiustare un guasto su quello scambio sia stata comunicata ma non effettuata da chi di dovere. “Dobbiamo verificare se il deviatoio era chiuso o aperto, se lo scambio fosse stato dritto per dritto il treno non sarebbe deragliato”, aveva spiegato il procuratore di Lodi Domenico Chiaro, poche ore dopo l'incidente. Decisivi saranno gli accertamenti tecnici. Gli operai, già subito dopo l'incidente, erano stati sentiti come testimoni, negando ogni responsabilità; ma quelle dichiarazioni non sono ora utilizzabili perché ora sono stati indagati; l'iscrizione nel registro degli indagati è un passo obbligatorio per dar loro la possibilità di nominare avvocati e consulenti.

Le esequie dei macchinisti

Martedì e mercoledì i funerali dei due macchinisti deceduti. Le esequie del 51enne Giuseppe Cicciù si svolgeranno l'11 febbraio alle 15.30 nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe, in via Milano a Cologno, a Cologno Monzese, dove viveva con la famiglia. Al termine della cerimonia funebre la salma sarà portata al cimitero di via Longarone. Quelle di Mario Dicuonzo, 59 anni, morto a meno di tre mesi dalla pensione, dovrebbero essere a Pioltello, nel milanese. Intanto, il tratto di ferrovia ad alta velocità continua a rimanere chiuso alla circolazione per concludere i rilievi e il ripristino. I treni ad alta velocità utilizzano in quel punto la strada ferrata ordinaria, con conseguenti ritardi e disagi.

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