Cagliaritano filo-russo indagato per terrorismo nel conflitto in Ucraina

Il cagliaritano aveva fatto ricerche web per ottenere il visto e raggiungere l'Ucraina dalla Russia: voleva andare a battersi per filo-russi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:03

Dalle prime ore di oggi è in corso a Cagliari l’operazione “Lone Wolf” della polizia di Stato contro il terrorismo internazionale. Gli agenti della Digos stanno notificando a un 50enne residente in provincia di Cagliari il provvedimento di divieto di espatrio.

L’indagine è stata condotta dalla Digos di Cagliari in collaborazione con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione-Ucigos ed è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Cagliari. Gli agenti in queste ore stanno anche perquisendo l’abitazione del 50enne.

Il conflitto nel Donbass

L’uomo, incensurato, è indagato per il reato di arruolamento e addestramento con finalità di terrorismo. Secondo l’accusa, avrebbe combattuto a fianco delle milizie filo-russe e contro l’esercito Ucraino nel conflitto armato nel territorio del Donbass (Ucraina orientale) iniziato il 6 aprile 2014 e tuttora in corso. Il conflitto armato vede contrapposti il governo ucraino e i separatisti filo-russi del bacino del Donec, fondatori delle repubbliche secessioniste di Donetsk e di Lugansk.

Cagliaritano indagato era già stato in Ucraina

Al 50enne – al quale è stato notificato oggi il divieto di espatrio – nella Repubblica indipendentista del Donbass c’era già stato più volte. Lo hanno appurato gli investigatori della Digos nel corso di un anno di indagini. L’uomo navigava costantemente su Internet alla ricerca di aggiornamenti e informazioni sulla realtà politica e militare in Donbass. Inoltre,  prendeva informazioni e studiava tecniche riguardanti l’auto-addestramento militare, in vista di una sua nuova partenza.

I poliziotti si sono concentrati sulle figure di alcuni cittadini italiani combattenti nelle formazioni armate filo-russe, tra questi anche il 50enne sardo e hanno scoperto che tra il 2015 al 2019 era presente nei territori del Donbass e ha partecipato al conflitto armato.

Il 50enne si filmava durante i combattimenti

La conferma è arrivata anche grazie ad alcuni accertamenti bancari sui conti del 50enne nei quali comparivano transazioni effettuate nella Repubblica Popolare di Doneck. Ad agosto dello scorso anno l’abitazione dell’indagato – un casolare isolato in aperta campagna degno di un “lupo solitario”, da qui il nome Lone wolf dato all’operazione – era stata perquisita ed era stato sequestrato materiale informatico. I poliziotti hanno analizzato tutti i files, i video e i documenti, gran parte dei quali hanno confermato la sua militanza nelle truppe filo-russe. In pratica, il 50enne si filmava durante i combattimenti.

“Dall’analisi dei dispositivi – spiegano dalla Questura – è emersa una cospicua quantità di materiale sull’addestramento militare e sulle tecniche impiegate nei conflitti bellici: sopravvivenza, gestione dello stress da combattimento, orientamento e cartografia. Perfino un manuale sull’uso dei fucili d’assalto, dei mortai e sull’addestramento dei cecchini nell’utilizzo dei fucili di precisione”.

I manoscritti

Non solo: la Digos ha anche trovato e sequestrato dei manoscritti in cui l’indagato aveva motivato in maniera chiara e puntuale la sua presenza in Donbass, specificando che l’unica modalità con cui poteva contribuire alla lotta era la “reazione armata”. Dunque gli era stato sequestrato il passaporto.

Accertati inoltre i tentativi di ottenere da parte delle autorità russe un visto che consentisse al 50enne di giungere in terra russa, “per recarsi poi nei territori delle autoproclamate Repubbliche del Donbass e partecipare al conflitto che contrappone Kiev ai separatisti filo-russi”.

Per questi motivi, il gip di Cagliari, accogliendo la richiesta della Direzione Distrettuale Antiterrorismo, “ha ritenuto sussistere i gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di arruolamento e addestramento con finalità di terrorismo, emanando l’ordinanza di applicazione della misura coercitiva personale del divieto di espatrio”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.