Tajani: “Impegno del governo per la de-escalation. Solidarietà ai nostri militari”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il question time in Senato ha detto che l’esecutivo è pronto ad adottare ogni misura necessaria a garantire la sicurezza del personale in Medio Oriente

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Foto © Sara Minelli da Imagoeconomica.

La solidarietà e la gratitudine italiana e del governo al personale militare di stanza nella base di Erbil, nel Kurdistan iracheno, colpita ieri da un drone. Le ha espresse il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il question time al Senato, nel corso del quale ha detto anche che l’esecutivo sta organizzando il rientro di 101 militari. Tajani ha inoltre ribadito “non siamo in guerra contro nessuno” e che “l’Italia non prende parte e non intende prendere parte” all’intervento degli Stati Uniti e di Israele in Iran. “Fin dall’inizio della crisi il governo italiano è impegnato, in stretto raccordo con i partner europei e con gli attori della regione, per allentare le tensioni e prevenire ogni ulteriore allargamento del conflitto”, ha dichiarato.

Solidarietà

“Questa notte, la base di Camp Singara nel Kurdistan iracheno, dove sono di stanza i nostri militari impegnati nella fondamentale lotta contro il terrorismo di Daesh, è stata colpita da un drone che ha provocato solo danni materiali. Ai nostri militari desidero esprimere, anche in quest’Aula, la solidarietà del governo e mia personale per questo attacco grave e inaccettabile, che abbiamo condannato con la massima fermezza. A loro va la gratitudine delle istituzioni e del Paese per il servizio che svolgono con professionalità e dedizione, per la pace e la stabilità internazionale“. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time al Senato. “Subito dopo l’attacco sono stato immediatamente in contatto con il presidente del Consiglio Meloni e con il ministro della Difesa Crosetto. Ho parlato con l’ambasciatore italiano in Iraq e con il nostro console generale a Erbil, e ovviamente con il Comandante della base, il colonnello Stefano Pizzotti. Mi hanno confermato che tutti i nostri militari stanno bene e hanno potuto mettersi tempestivamente al riparo nei bunker della struttura”, ha aggiunto.

La strada della diplomazia

“Fin dall’inizio della crisi il governo italiano è impegnato, in stretto raccordo con i partner europei e con gli attori della regione, per allentare le tensioni e prevenire ogni ulteriore allargamento del conflitto. Stella polare del nostro impegno resta la de-escalation. Lo voglio ribadire anche adesso in quest’Aula, come ha già fatto ieri il presidente del Consiglio: non siamo in guerra contro nessuno. Quello di Usa e Israele in Iran è un intervento a cui l’Italia non prende parte e non intende prendere parte“. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time al Senato. “Restiamo convinti che la diplomazia, per quanto complessa, sia l’unica strada in grado di produrre risultati duraturi. L’ho ribadito anche in questi giorni nei numerosi contatti che sto portando avanti con i partner della regione” a cui “ho anche confermato, in linea con il mandato ricevuto dal Parlamento, il sostegno dell’Italia al rafforzamento delle capacità di difesa aerea dei nostri partner del Golfo. Si tratta di Paesi dove sono presenti decine di migliaia di italiani civili e militari, che abbiamo il dovere di proteggere”, ha sottolineato.

Gli accordi sulle basi Usa in Italia

“Per quanto riguarda l’utilizzo delle basi militari americane situate in Italia, la posizione del governo è molto chiara” e “si basa sugli accordi bilaterali esistenti tra Italia e Stati Uniti, che risalgono al 1954 e che sono stati sempre rispettati da governi di ogni colore”, gli stessi “a cui si stanno attenendo tutti i partner europei, incluso il governo spagnolo di cui tanto si parla”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time in Senato. “Gli accordi prevedono autorizzazioni tecniche quando si parla di logistica e di operazioni che non comportano dei bombardamenti. Nel caso in cui dovessero giungere richieste per altre attività, la competenza a decidere sull’utilizzo delle basi spetterebbe al governo. Ad oggi, ripeto, non è pervenuta alcuna richiesta” e come espresso anche ieri da Meloni, “se una richiesta del genere dovesse arrivare, il governo intende condividere ogni decisione con il Parlamento“.

Il rientro dei militari

Sull’attacco alla base italiana a Erbil “sono in corso le verifiche necessarie per accertare con precisione la dinamica dell’attacco e individuarne i responsabili. Il governo è pronto ad adottare ogni ulteriore misura necessaria a garantire la loro sicurezza e quella di tutto il personale, civile e militare, impegnato nella regione. Proprio in queste ore è in corso un ulteriore alleggerimento del nostro consolato. Pochi minuti fa ho parlato con il ministro Crosetto che mi ha comunicato che 102 militari sono stati evacuati la scorsa settimana e 75 sono stati trasferiti in Giordania. Ne restano 101 per i quali stiamo organizzando il rientro”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time al Senato.

Il colloquio con Barzani

“Poco fa ho sentito il presidente del governo regionale, Barzani, che mi ha espresso la massima solidarietà rispetto a questo grave episodio. Mi ha anche confermato l’impegno delle autorità curde per la sicurezza dei nostri militari e la massima collaborazione per l’accertamento delle responsabilità dell’attacco. In giornata parlerò anche con il ministro degli esteri iracheno”, ha sottolineato Tajani.

Fonte Ansa

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