Tagle: “Chi evangelizza parla la lingua della carità”

"Oggi per annunciare il Vangelo il linguaggio meglio compreso dall'umanità è quello della carità, non delle grandi spiegazioni teologiche", afferma il ministro delle missioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:17

“I religiosi Vincenziani hanno un ruolo particolare, connesso con il carisma: San Vincenzo de’ Paoli e Santa Luisa De Marillac (fondatrice delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli), sono stati un segno potente di questo linguaggio”, afferma il cardinale Luis Antonio Tagle, prefetto della congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, rivolgendosi ai Vincenziani in occasione della visita alla congregazione della Missione.

Linguaggio

“Per annunciare il Vangelo oggi, il linguaggio meglio compreso dall’umanità è quello della carità, non delle grandi spiegazioni teologiche“, afferma il ministro vaticano delle missioni, Tagle. Come riferito da Fides, accogliendo l’invito del superiore generale, pade Tomaž Mavrič, il porporato ha incontrato i membri della Curia generalizia a Roma. Parlando con i religiosi, il cardinale ha sottolineato tre compiti specifici e importanti ancora oggi: essere ispiratori della carità nei confronti di altre persone; impegnarsi in una carità che “forma comunità”; continuare il servizio di promuovere la carità attiva nella formazione del clero (pensando al servizio ministeriale come atto di carità). Riferendosi alla “nuova evangelizzazione“, il prefetto di Propaganda Fide ha rimarcato una sorta di ambiguità di quest’espressione (usata per la prima volta da Giovanni Paolo II), in quanto in alcuni essa ha suscitato entusiasmo, in altri sorpresa, visto che “l’evangelizzazione è sempre nuova: semmai sta a noi riscoprirne il carattere di perenne novità”.

Dibattito

“La sfida attuale – ha detto Tagle- sta nel discernere come possiamo presentare il Vangelo, che è sempre lo stesso, in un mondo che cambia“. Un aspetto emerso dal dibattito, è stato quello di un’eccessiva accentuazione intellettuale, se non accademica, della formazione teologica lungo la storia della Chiesa, mentre quello intellettuale dovrebbe essere solo un aspetto di una formazione più integrale. Anche quello del discepolato risulta un aspetto essenziale: va riscoperto con urgenza, se si vuole evitare che la formazione teologica scada in ideologismi, come spesso è accaduto, ha sottolineato il cardinale.  L’ultima questione toccata durante l’incontro è stata quella relativa alla cura della Casa comune, con riferimento all’enciclica Laudato sì. Il cardinale ha riportato le parole di papa Francesco, per il quale l’enciclica non è un documento ecologico, bensì un documento della dottrina sociale della Chiesa. Si nota ancora, però, un interesse non adeguato a tali questioni, nemmeno tra preti e vescovi, mentre si trovano assonanze con le campagne dei movimenti ecologistici, con i quali pure esiste una notevole differenza: laddove i cristiani parlano di “tutela e salvaguardia della Creazione” e di un’opera di Dio, per loro si tratta semplicemente di “natura” o ambiente.

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