Appello del Papa per i disoccupati e i cristiani perseguitati

All'udienza generale Francesco ricorda che "c’è anche un disprezzo che è colpa nostra, quando perdiamo il sapore di Cristo e del Vangelo"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:52
Foto © Vatican Media

“Oggi celebriamo la festa di Santa Caterina da Siena, compatrona d’Italia– afferma Francesco- Questa grande figura di donna attinse dalla comunione con Gesù il coraggio dell’azione e quella inesauribile speranza che la sostenne nelle ore più difficili, anche quando tutto sembrava perduto, e le permise di influire sugli altri, anche ai più alti livelli civili ed ecclesiastici, con la forza della sua fede. Il suo esempio aiuti ciascuno a saper unire, con coerenza cristiana, un intenso amore alla Chiesa ad una efficace sollecitudine in favore della comunità civile, specialmente in questo tempo di prova. Chiedo a Santa Caterina che protegga l’Italia durante questa pandemia; e che protegga l’Europa, perché è patrona d’Europa, che protegga tutta l’Europa perché rimanga unita. Rivolgo un pensiero speciale ai giovani, agli anziani, ai malati e agli sposi novelli. Tutti esorto ad essere testimoni del Cristo risorto“.

Giustizia

All’udienza generale Francesco invoca la protezione di Santa Caterina da Siena: “Proteggi l’Italia e l’Europa nell’emergenza sanitaria”.  Il Pontefice, poi, richiama l’attenzione dei governanti la tragedia dei disoccupati a causa dell’emergenza Covid-19. “Accogliere lo Spirito di Cristo ci può portare ad avere tanto amore nel cuore da
offrire la vita per il mondo senza fare compromessi con i suoi inganni e accettandone il rifiuto- afferma Francesco-.Questa è la vita del Regno dei cieli, la più grande gioia, la vera letizia”. L’udienza generale di questa mattina si è svolta nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano. Il Papa, riprendendo il ciclo di catechesi sulle Beatitudini evangeliche, ha incentrato  la sua meditazione sulla ottava ed ultima Beatitudine, dal titolo: “Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli”. Dopo la sua catechesi, il Pontefice ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli. L’udienza generale si è conclusa con la recita del Padre Nostro e la benedizione apostolica.

Percorso unitario

“Nell’ultima Beatitudine evangelica si proclama la gioia escatologica dei perseguitati per la giustizia– spiega Jorge Mario Bergoglio-. Questa beatitudine annuncia la stessa felicità della prima: il regno dei Cieli è dei perseguitati così come è dei poveri in spirito; comprendiamo così di essere arrivati al termine di un percorso unitario dipanato negli annunci precedenti. La povertà in spirito, il pianto, la mitezza, la sete di santità, la misericordia, la purificazione del cuore e le opere di pace possono condurre alla persecuzione a causa di Cristo, ma questa persecuzione alla fine è causa di gioia e di grande ricompensa nei cieli”. Prosegue il Papa: “Il sentiero delle Beatitudini è un cammino pasquale che conduce da una vita secondo il mondo a quella secondo Dio, da un’esistenza guidata dalla carne, cioè dall’egoismo, a quella guidata dallo Spirito. Il mondo, con i suoi idoli, i suoi compromessi e le sue priorità, non può approvare questo tipo di esistenza. Le “strutture di peccato”, spesso prodotte dalla mentalità umana, così estranee come sono allo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, non possono che rifiutare la povertà o la mitezza o la purezza e dichiarare la vita secondo il Vangelo come un errore e un problema, quindi come qualcosa da emarginare“.

Avidità

“Se il mondo vive in funzione del denaro, chiunque dimostri che la vita può compiersi nel dono e nella rinuncia diventa un fastidio per il sistema dell’avidità– avverte Francesco-. Quando appare la santità ed emerge la vita dei figli di Dio, in quella bellezza c’è qualcosa di scomodo che chiama ad una presa di posizione: o lasciarsi mettere in discussione e aprirsi al bene o rifiutare quella luce e indurire il cuore, anche fino all’opposizione e all’accanimento. Ma questo mostra che il dramma della persecuzione è anche il luogo della liberazione dalla sudditanza al successo, alla vanagloria e ai compromessi del mondo. Di cosa si rallegra chi è rifiutato dal mondo per causa di Cristo? Di aver trovato qualcosa che vale più del mondo intero. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita?”.

Cristiani perseguitati

L’apppello del Papa: “È doloroso ricordare che, in questo momento, ci sono molti cristiani che patiscono persecuzioni in varie zone del mondo”. Quindi “dobbiamo sperare e pregare che quanto prima la loro tribolazione sia fermata ed esprimiamo a questi fratelli e sorelle la nostra vicinanza: siamo un unico corpo, e questi cristiani sono le membra sanguinanti del corpo di Cristo che è la Chiesa. Ma dobbiamo stare attenti anche a non leggere questa beatitudine in chiave vittimistica, auto-commiserativa. Infatti, non sempre il disprezzo degli uomini è sinonimo di persecuzione: proprio poco dopo Gesù dice che i cristiani sono il sale della terra, e mette in guardia dal pericolo di perdere il sapore, altrimenti il sale a null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente”. Dunque, “c’è anche un disprezzo che è colpa nostra, quando perdiamo il sapore di Cristo e del Vangelo. Bisogna essere fedeli al sentiero umile delle Beatitudini, perché è quello che porta ad essere di Cristo e non del mondo. Vale la pena di ricordare il percorso di San Paolo: quando pensava di essere un giusto era di fatto un persecutore, ma quando scoprì di essere un persecutore, divenne un uomo d’amore, che affrontava lietamente le sofferenze della persecuzione che subiva”. Infatti, conclude Jorge Mario Bergoglio, “l’esclusione e la persecuzione, se Dio ce ne accorda la grazia, ci fanno somigliare a Cristo crocifisso e, associandoci alla sua passione, sono la manifestazione della vita nuova. Questa vita è la stessa di Cristo, che per noi uomini e per la nostra salvezza fu disprezzato e reietto dagli uomini”.

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