“Spinto al suicidio dai bulli”: 5 rinvii a giudizio per la morte di Marco Ferrazzano

Marco Ferrazzano, 29enne di Foggia, si suicidò il 22 gennaio 2021 lanciandosi sotto un treno lungo la tratta Bari-Foggia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:52
bullismo

Cinque persone di età compresa tra i 21 e i 24 anni sono state rinviate a giudizio nell’udienza preliminare del processo sulla morte di Marco Ferrazzano, il 29enne di Foggia il cui cadavere venne ritrovato il 22 gennaio 2021 sui binari lungo la tratta Bari-Foggia. Le accuse sono, a vario titolo, di atti persecutori aggravati al cyber-bullismo, truffa e diffamazione.

Secondo le ipotesi investigative, Ferrazzano si sarebbe lanciato sotto un treno in corsa perché vittima di bullismo e cyberbullismo.  Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup del Tribunale di Foggia, Giuseppe Ronzino. Dei sei imputati solo uno ha chiesto e ottenuto un patteggiamento a un anno di reclusione e 600 euro di multa.

Ferrazzano, il giorno prima della sua morte, subì l’ennesimo furto del cellulare. Fu lo stesso giovane e recarsi in questura e sporgere denuncia, raccontando agli investigatori che due giovani pretesero di poter fare alcune chiamate con il suo cellulare e che poi fuggirono via senza restituirglielo.

Dalle successive indagini della squadra mobile, era emerso che più volte aveva subito il furto del telefono e che più volte era tornato a casa con delle escoriazioni.

La vittima si sarebbe lanciata contro un treno in corsa

“La vittima subiva ripetutamente atti di bullismo e violenza fisica ad opera degli indagati che incontrava spesso al Parco San Felice o nel quartiere Candelaro di Foggia“, sostengono gli investigatori della Mobile di Foggia a conclusione delle indagini.

In particolare, un 23enne è indagato per il reato di truffa con l’aggravante di aver commesso il fatto approfittando delle condizioni di disabilità di Ferrazzano (che era in cura presso il dipartimento di salute mentale).
“In una occasione, dopo essere stato capovolto a testa in giù, era stato ripreso da uno degli indagati con un cellulare mentre gli altri assistevano alla scena e in un’altra circostanza veniva investito con un ciclomotore”, spiegano in una nota. Nel corso delle indagini è emerso anche che il 25 gennaio 2020 Ferrazzano fece ricorso alle cure dei medici che, per le ferite riportate dal giovane, diagnosticarono 20 giorni di prognosi.

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