Spada (Formazienda) al Governo Draghi: “Investire nel futuro delle persone”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:04

Politiche attive al centro delle azioni di rilancio per superare la pandemia e sanare il nodo dei licenziamenti. Il sottosegretario all’Economia Claudio Durigon, nel corso del Digital Debate “Welfare e mercato del lavoro, analisi del rapporto tra occupazione, innovazione sociale e reddito universale” organizzato dal Fondo Formazienda e Consenso Europa, ha illustrato la linea del governo presieduto da Mario Draghi. “Sulle politiche attive abbiamo visto chiaramente che quanto fatto in precedenza non ha funzionato. Dobbiamo intervenire. C’è la volontà di farlo. E ci sono le risorse”.

Al digital debate che si è svolto venerdì 5 marzo hanno preso parte l’eurodeputato Pierfrancesco Majorino (Pd), il coordinatore nazionale di Base Italia ed ex segretario Fim-Cisl Marco Bentivogli, il segretario generale Confsal Angelo Raffaele Margiotta, la direttrice generale di Formazienda Rossella Spada, ed Enrico Zucchi, segretario generale di Sistema Impresa. Incentrato sul lavoro l’intervento di Marco Bentivogli: “Il blocco dei licenziamenti aiuta a guadagnare tempo, ma bisogna favorire, in contemporanea, la sostituzione delle politiche passive con le politiche attive del lavoro. Il rinnovo generalizzato della cig Covid e del blocco dei licenziamenti rischia di peggiorare la situazione. Occorre differenziare azienda per azienda e non solo settore per settore, e collegare gli interventi di sostegno alle politiche attive”.

«Sotto molti punti di vista, il Paese – ha sottolineato Enrico Zucchi, nel corso del suo intervento – ha sorretto il peso economico della pandemia. Ora c’è il bisogno di razionalizzare la distribuzione delle tutele dei decreti Ristori, salvaguardando gli autonomi e le micro-imprese che più di altri hanno risentito dell’instabilità dell’ultimo anno. La stessa riforma degli ammortizzatori sociali deve includere il paradigma dell’universalità supportando i titolari di partita Iva in termini strutturali e duraturi. In merito al quadro occupazionale e al mercato del lavoro diventa indispensabile un potenziamento delle politiche attive. Una misura che lega gli interessi dei lavoratori e delle imprese dal momento che una più intensa e puntuale formazione delle risorse umane da un lato migliora le percentuali di occupabilità e dall’altro aumenta la competitività». Secondo il segretario Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, «bisogna superare la politica degli interventi temporanei, e inquadrare i provvedimenti dentro uno schema di riforma organica che leghi i vari elementi del mondo del lavoro. Inclusi gli investimenti in formazione continua dei lavoratori, per la formazione di nuove competenze necessarie alla ricollocazione».

«Entro il 2025 l’automazione farà perdere milioni di posti di lavoro nel mondo, perciò è necessario investire fin da ora nella formazione» ha analizzato Rossella Spada, direttore generale di Formazienda, il fondo interprofessionale al quale aderiscono 110mila aziende e che è stato istituito da Sistema Impresa e Confsal nel 2008 stanziando oltre 140 milioni per la formazione dei dipendenti. «La nostra missione è finanziare i piani formativi finalizzati alla competitività delle imprese e a dare maggiori garanzie di occupabilità ai lavoratori. L’importanza di riqualificare e riconvertire le competenze professionali è sempre maggiore perché ci troviamo in un mercato del lavoro sempre più alla ricerca di nuove competenze. Sappiamo, per esempio, che il blocco dei licenziamenti non potrà essere rinviato a tempo indeterminato. Diventa essenziale accompagnare i lavoratori ad una nuova collocazione investendo nella formazione dei lavoratori del nostro tessuto economico costituito da micro e piccole imprese. La formazione continua e finanziata rappresenta un asset strategico per individuare prospettive di benessere oltre la crisi attuale».

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