Un’atmosfera di profonda commozione ha avvolto questa mattina l‘Università La Sapienza di Roma in occasione della visita pastorale di Papa Leone XIV. Erano oltre vent’anni che un Pontefice non varcava la soglia dell’ateneo romano, un’assenza che ha reso l’incontro odierno un evento di eccezionale portata storica e spirituale per l’intera comunità accademica. Dalla storica scalinata del Rettorato, il Santo Padre ha rivolto agli studenti un discorso centrato sulla responsabilità del sapere e sulla necessità di diventare “costruttori di pace” in un mondo segnato da incertezze e conflitti. Un messaggio che ha toccato da vicino il cuore dei giovani presenti, i quali hanno risposto con un entusiasmo travolgente al passaggio della scorta papale.
La voce degli studenti: “Un monito per la vita”
Per molti ragazzi si è trattato del primo incontro ravvicinato con il Pontefice. “È stato molto emozionante, era la prima volta che vedevo Papa Leone dalla sua elezione”, racconta uno studente visibilmente commosso. “Vederlo qui, sui gradini dove passo ogni mattina per andare a lezione, è stato incredibile. Porterò con me il suo invito allo studio e alla collaborazione come valori guida per la mia futura carriera“. Il tema della pace è stato il filo conduttore delle testimonianze raccolte tra i viali della cittadella universitaria. Un altro giovane sottolinea l’importanza dello sguardo del Papa verso le nuove generazioni: “Il Santo Padre si interessa sinceramente a noi studenti. Il suo invito a usare lo studio per diffondere la pace è un insegnamento formativo immenso; rappresenta una luce di speranza per il nostro futuro professionale”.
Oltre la conoscenza: la responsabilità del futuro
Il discorso del Papa ha spinto gli universitari a riflettere sul senso profondo della formazione accademica, intesa non solo come accumulo di nozioni, ma come strumento per il bene comune. “La nostra responsabilità è capire che ciò che studiamo oggi costruisce il mondo di domani“, spiega un altro studente della Sapienza. “Il Papa ci ha ricordato che non conta solo la conoscenza, ma il modo in cui applichiamo le informazioni verso il bene e verso il Signore. Senza pace, è impossibile costruire una società migliore per i nostri amici e per tutti”. L’emozione è culminata nel momento in cui il Pontefice si è fermato a salutare tutti coloro che si trovavano all’esterno. “Avere di nuovo il Papa qui dopo così tanto tempo è una gioia speciale”, conclude una studentessa. “Vogliamo mantenere viva questa alleanza tra la Chiesa e l’università, come lui stesso ha auspicato nel suo discorso”. La visita pastorale si è conclusa con una sensazione di rinnovata fiducia: in un’epoca di crisi, la visita di Leone XIV ha lasciato alla Sapienza un seme di speranza che i “costruttori di pace” di domani sembrano pronti a coltivare.

