Sfruttamento della prostituzione ai tempi del Covid-19: un arrestato nel casertano

E' un nigeriano di 28 anni secondo i carabinieri l'uomo che avrebbe violentato e picchiato ripetutamente l'ex compagna per farsi consegnare i soldi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:58

Ci sono alcune storie che fanno semplicemente accapponare la pelle. A Castel Volturno, nel casertano, un uomo avrebbe utilizzato la sua ex fidanzata come mezzo illecito per procacciarsi denaro.

Il fatto

Avrebbe costretto l’ex compagna a prostituirsi, picchiandola quando non voleva consegnargli i soldi guadagnati in strada, e violentandola quando non aveva voglia di concedersi. Un immigrato nigeriano di 28 anni, ricercato da qualche mese, è stato arrestato dai carabinieri. L’ uomo è stato bloccato dai militari nelle campagne di Castel Volturno (Caserta), dove aveva cercato la fuga. La sua ex convivente lo aveva denunciato alla fine dello scorso anno, stanca di subire continue violenze. L’indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere Alessandro Milita. In questi mesi i militari del Reparto Territoriale di Mondragone lo hanno cercato soprattutto a Castel Volturno, riuscendo finalmente ad individuarlo in una delle tante abitazioni abbandonate in cui trovano riparo persone malfamate o estremamente indigenti. Quando sono arrivati i carabinieri, il 28 enne nigeriano è fuggito prima nella pineta, quindi nelle campagne, ma è stato prontamente bloccato e ammanettato. L’uomo è stato messo agli arresti domiciliari su disposizione del Gip.

La prostituzione e la tratta al tempo del Covid-19

La prostituzione e la tratta delle donne, atto ignominioso spesso gestito dalle mafie. Un affare che si regge sull’elevata “domanda” di alcuni cittadini che non provano rimorsi a sfogarsi su ragazze spesso minorenni. Pochissime di loro vanno ancora in strada, visti i rischi di essere denunciate e di contrarre il Covid-19. E in tante non sanno come arrivare a fine mese. Non hanno abbastanza soldi per pagare l’affitto o per fare la spesa, e alcune hanno anche dei figli a carico. “La situazione è tragica: pochi giorni fa ci è stato segnalato un caso di quattro ragazze nigeriane vittime di tratta rimaste chiuse in casa senza cibo, perché la madame non vuole farle uscire per paura che si ammalino”, racconta Andrea Morniroli della cooperativa Dedalus, portavoce della Piattaforma nazionale antitratta.

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