Conte: “Le criticità non le stiamo nascondendo, questo è il momento per investire seriamente nella scuola”

Mentre il Premier parla ai microfoni sulla scuola, il Tar Piemonte boccia la richiesta sospensiva dell'ordinanza per la misurazione della febbre a scuola

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:04
Scuola - Istruzione Studenti Liceo Prati AgF Bernardinatti Foto

Mentre in Piemonte il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva d’urgenza, chiesta dai ministri Azzolina e Speranza, il Premier Conte parla della scuola.

Il messaggio del Premier Conte

“Le criticità ci sono, le abbiamo anche esaminate con i dirigenti scolastici e con i docenti. Non le nascondiamo, ma noi non dobbiamo nasconderle. Però mi chiedo, gli altri anni le abbiamo nascoste? – ha dichiarato il Premier -. Rivediamo i primi giorni di scuola raccontati negli anni scorsi, ci sono sempre state una serie di criticità segnalate – ha sottolineato -. La verità è che quest’anno l’emergenza ci sfida a fare molto di più e lo stiamo facendo, lo dobbiamo fare. L’attenzione del governo alla scuola – si sottolinea ancora –  continua e continuerà anche nelle settimane successive alla riapertura. Questo è il momento per investire seriamente nella scuola.

Una svolta inaspettata

Intanto la delibera del governatore Alberto Cirio impone alle scuole piemontesi di verificare la temperatura degli studenti all’inizio delle lezioni. Lo apprende l’ANSA da ambienti della Regione Piemonte. La notizia rappresenta una svolta inaspettata nello scontro tra la Regione e il governo: il tema è la controversa ordinanza regionale che integra le linee guida statali.

A scuola si misura la febbre

Le scuole continueranno dunque a misurare la febbre agli studenti, in Piemonte, almeno fino al 14 ottobre, quando la causa sarà discussa in Camera di Consiglio.

La decisione di respingere la sospensiva, secondo quanto si apprende, si basa sul fatto che l’ordinanza regionale non sovverte quanto stabilito dallo Stato, ma lo integra. Per i giudici amministrativi, sempre secondo quanto si apprende, il rischio sanitario era comunque tale da giustificare provvedimenti straordinari.

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