Save the Children: “A El Fasher uccisi 17 minori a ottobre”

L’organizzazione internazionale denuncia, in base all’analisi di un gruppo di medici che monitora il conflitto in corso, le violenze e la crisi alimentare nel Nord Darfur

Sudan
Foto di Annie Spratt su Unsplash

Nel solo mese di ottobre 17 minori sono morti a El Fasher, Darfur settentrionale, da 18 mesi sotto assedio. Hanno perso la vita in un degli attacchi a un centro di sfollamento. Solo nel decimo mese sono stati uccisi in totale 102 civili. Una violenza che si aggiunge a una situazione già difficile, una crisi alimentare con casi di malnutrizione infantile in aumento. A denunciarlo è Save the Children sulla base del report di un gruppo di medici che monitora il conflitto, Sudan Doctor’s Network.

Le vittime

Nel mese di ottobre almeno 17 bambini sono stati uccisi e altri 22 feriti a El Fasher, in Sudan, mentre la città sta vivendo il 18esimo mese di assedio”. Lo denuncia oggi Save the Children, sulla base di un’analisi dei report sulle vittime del Sudan Doctor’s Network – un gruppo di professionisti medici che monitora il conflitto – secondo i quali a ottobre complessivamente almeno 115 civili sono stati uccisi e altri 102 feriti nel corso di sei attacchi alla città assediata.

Cos’è successo

“Tutte le vittime minorenni – viene spiegato in un comunicato – hanno perso la vita durante una serie di attacchi al centro di sfollamento Dar al-Arqam a El Fasher l’11 ottobre, quando nove bambine e otto bambini, incluso un neonato di appena sette giorni, sono stati uccisi”. “Secondo fonti locali, la maggior parte di loro è morta a causa delle fiamme che hanno avvolto le roulotte in cui vivevano, mentre altri sono rimasti intrappolati sotto strutture crollate a causa dell’incendio che ha devastato il sito”, prosegue l’Ong, aggiungendo che “sette dei bambini feriti sono stati coinvolti in un attacco in un quartiere civile il 6 ottobre, in cui hanno perso la vita 13 persone e altre 19 sono rimaste ferite. Tra le vittime c’era anche una donna incinta”.

Proteggere i bambini

“Nessun bambino dovrebbe essere ucciso o ferito in un conflitto. La violenza, che sia intenzionale o per negligenza nei confronti dei minori, o gli attacchi ai luoghi in cui dovrebbero sentirsi al sicuro, è ingiustificabile. Tutte le parti devono proteggere i bambini e rispettare il diritto internazionale umanitario: è un dovere nei confronti di ogni bambino”, ha dichiarato Abdiladif Mohamed, direttore di Save the Children in Sudan.

Situazione critica

“Attualmente – evidenzia Save the Children – circa 130mila bambini sono bloccati a El Fasher, dove vivono in condizioni disperate, segnate da frequenti attacchi violenti, fame estrema, mancanza di acqua potabile e carenza di medicinali. Fornire assistenza alle popolazioni colpite è estremamente complesso a causa delle forti limitazioni al movimento all’interno e all’esterno della città”. “Le scuole, le strutture sanitarie e i centri di sfollamento a El Fasher sono stati ripetutamente colpiti nelle ultime settimane, aggravando una situazione già critica. Le comunità in alcune zone del Darfur settentrionale stanno affrontando condizioni simili alla carestia, con fame diffusa e livelli crescenti di malnutrizione infantile a causa dell’assedio prolungato e dell’accesso limitato agli aiuti umanitari”, ha continuato, assicurando che “Save the Children continuerà a stare al fianco dei bambini del Sudan. È urgente mantenere e potenziare i servizi sanitari e nutrizionali a Tawila per sostenere i bambini sfollati e le comunità, e rafforzare la risposta all’epidemia di colera. Senza un’assistenza alimentare su larga scala e la fine del conflitto in corso, la crisi alimentare a El Fasher potrebbe estendersi oltre ottobre, fino al periodo del raccolto e post-raccolto”.

Fonte Agensir

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