Giuseppe Sala ricorda Carlo Acutis: “Va ad arricchire la schiera dei santi ‘normali'”

Con un post su Facebook, il sindaco di Milano, omaggia il giovane Carlo, beato della porta accanto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:38

Carlo va ad arricchire la schiera dei Santi ‘normali’ che tanto hanno vivificato la vita della nostra fede negli ultimi decenni”. Con queste parole, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha voluto ricordare, con un post su Facebook, Carlo Acutis, il giovane che sarà proclamato beato nel pomeriggio nella Basilica di San Francesco di Assisi.

Oggi pomeriggio Carlo Acutis verrà proclamato beato nella Basilica di San Francesco ad Assisi. Carlo va ad arricchire la…

Pubblicato da Beppe Sala su Sabato 10 ottobre 2020

E’ stato un ragazzo come tanti – scrive ancora Sala – che potevi incontrare con i suoi amici tutti i giorni nelle vicinanze del Leone XIII. Eppure nel suo zaino – spiega – c’era, oltre ai libri da liceale, una fede talmente profonda da incendiare i cuori di chi lo ha incontrato per le strade di Milano allora e di chi lo conosce oggi sulla rete. Carlo è morto a 15 anni, fulminato in tre giorni dalla leucemia. Ma la sua vita continua a scuotere le coscienze di migliaia di giovani in tutto il mondo. ‘Tutti nascono originali, molti muoiono fotocopie’: aiutaci, Carlo, – ha concluso nel post – a scoprire l’originalità della nostra vita“.

Chi era Carlo Acutis

Quindici anni, stroncato nel 2006 da una leucemia fulminante, potrebbe essere proclamato dalla Chiesa cattolica anche patrono di Internet. Carlo è nato a Londra il 3 maggio 1991 ma ha vissuto la sua infanzia a Milano. A 7 anni chiese e ottenne di ricevere in anticipo la prima comunione grazie a un permesso speciale. Le sue giornate erano sempre scandite dalla messa e dal rosario. Carlo morì il 12 ottobre 2006 nell’ospedale San Gerardo di Monza. I genitori ricordano che qualche giorno prima di essere ricoverato, mentre gli facevano compagnia in camera da letto, si erano sentiti dire dal figlio: “Offro tutte le sofferenze che dovrò patire al Signore per il Papa e per la Chiesa, per non fare il Purgatorio e andare dritto in cielo”. 

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