Riscoprire la bellezza di sentirsi utili

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:54

Al di là delle polemiche “chiese aperte” o “chiese chiuse”, inutili in un momento in cui si è chiamati prima di tutto ad evitare di essere occasione di sofferenza, malattia e morte per gli altri, credo che come cristiani siamo chiamati a vivere in questo periodo buio e difficile riscoprendo la vera carità, quella verso i più fragili e impauriti, spesso dimenticati o messi da parte. Si tratta dei tanti anziani che ci vivono accanto, quelli delle nostre case, del nostro palazzo, del pianerottolo. “L’amore comincia prendendosi cura di quelli più vicini” disse un giorno Madre Teresa ad una donna che gli chiedeva come poteva rendersi utile per la Chiesa.

Siamo un paese che ha una percentuale altissima di anziani, nel 2017 erano il 35% gli over 65, molti dei quali vivono soli, spesso in situazioni precarie, di salute e anche economiche. Ma non parlo delle tante situazioni di emergenza a cui le forze dell’ordine insieme a tante associazioni meritevoli cercano faticosamente di far fronte, ma di quel quotidiano rapporto di attenzione e vicinanza che spesso, presi da innumerevoli impegni, dimentichiamo o tralasciamo.

Sorprende che è proprio in occasione di situazioni tragiche, come la guerra e le pestilenze, emergano atti di generosità e altruismo, che nella normalità rimangono nascosti, lasciando spazio all’indifferenza. Anche se costretti oggi abbiamo l’opportunità di riappropriarci del nostro tempo, per riscoprire la nostra umanità.

In questo tempo, contraddistinto dalla generosità e dall’abnegazione straordinaria dei medici e degli infermieri che in prima linea lottano per noi, abbiamo tutti un’occasione per non rimanere a guardare, ma ognuno può riscoprire la bellezza di sentirsi utile e importante, mettendo da parte riservatezza e rispetto umano.

Non si tratta di gesti eroici: basta una telefonata al signore anziano del terzo piano che vive solo, per fargli sentire che può contare su qualcuno, anche solo per scambiare quattro chiacchiere, oppure bussare alla signora del nostro pianerottolo, per sapere se nel fare la spesa per noi possiamo comprare qualcosa anche per lei.

Semplici gesti di attenzione, che sembrano piccoli, ma hanno un valore immenso. E’ vivere quella carità che del resto ci richiede il tempo di Quaresima, che il Signore benedice per bocca del salmista: “Beato l’uomo che ha cura del debole, nel giorno della sventura il Signore lo libera. Veglierà su di lui il Signore, lo farà vivere beato sulla terra, non lo abbandonerà alle brame dei nemici”.

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