Rapporto Fides: nel 2025 uccisi 17 missionari e operatori pastorali

La ripartizione continentale del Rapporto Fides evidenzia che il numero più elevato di operatori pastorali uccisi si è registrato in Africa, dove sono stati assassinati 10 missionari

Sacerdoti (@ Karl Raymund Catabas su Unsplash)

Il sacrificio dei missionari e degli operatori pastorali continua a segnare drammaticamente la vita della Chiesa nel mondo. Il rapporto annuale dell’Agenzia Fides restituisce il quadro di un impegno evangelico vissuto spesso in contesti di violenza e ingiustizia, dove l’annuncio del Vangelo espone a rischi estremi.

Il rapporto

Nel 2025 sono stati uccisi nel mondo 17 missionari e operatori pastorali: 10 sacerdoti, 2 religiose, 2 seminaristi, 2 catechisti e un laico. Lo comunica l’Agenzia Fides nel rapporto annuale pubblicato oggi. “Le scarne informazioni sulla vita e sulle circostanze in cui è avvenuta la morte violenta di queste persone ci offrono immagini di vita quotidiana, in contesti spesso contrassegnati dalla violenza, dalla miseria, dalla mancanza di giustizia. Si tratta spesso di testimoni e missionari che hanno offerto la propria vita a Cristo fino alla fine, gratuitamente”, si legge nel dossier. La ripartizione continentale evidenzia che “il numero più elevato di operatori pastorali uccisi nel 2025 si è registrato in Africa, dove sono stati assassinati 10 missionari”. Nel continente americano sono stati uccisi 4 missionari, in Asia 2, in Europa 1. Dal 2000 al 2025 il totale dei missionari e operatori pastorali uccisi è di 626.

Le parole del Santo Padre

“Nel corso dell’Anno giubilare, celebriamo la speranza di questi coraggiosi testimoni della fede”, aveva affermato Papa Leone XIV nell’omelia per la Commemorazione dei martiri e testimoni della fede del XXI secolo: “È una speranza piena d’immortalità, perché il loro martirio continua a diffondere il Vangelo in un mondo segnato dall’odio, dalla violenza e dalla guerra”. “Sì, la loro è una speranza disarmata. Hanno testimoniato la fede senza mai usare le armi della forza e della violenza, ma abbracciando la debole e mite forza del Vangelo”, aveva concluso il Papa.

Fonte: Agensir

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