Un passo in avanti nella protezione degli oceani, visto che ad oggi appena l’1% dell’alto mare è tutelato. Da domani entra in vigore il Trattato sull’alto mare, un nuovo quadro di riferimento per la gestione delle aree marine che non rientrano nelle giurisdizioni nazionali. Adottato nel 2023, attualmente è stato ratificato da oltre 80 Paesi. “Un momento storico per gli oceani”, ha dichiarato Kirsten Schuijt, Direttore Generale del Wwf International, “inaugura una nuova epoca di governance e cooperazione oceanica”.
“Segnale di speranza”
Il Wwf “accoglie con favore l’entrata in vigore a partire dal 17 gennaio del Trattato sull’alto mare come un segnale di speranza per la salute degli oceani e del Pianeta. Il trattato, che ha richiesto quasi vent’anni di lavoro, fornisce un nuovo quadro di riferimento per aiutare a proteggere e gestire i due terzi degli oceani che si trovano al di fuori della giurisdizione nazionale”.
Ratificato da 80 Paesi
Il Trattato sull’alto mare, noto anche come accordo sulla biodiversità al di fuori della giurisdizione nazionale o “BBNJ”, è stato adottato nel giugno 2023 e ha raggiunto la soglia di 60 ratifiche nel settembre 2025, necessaria per consentirne l’entrata in vigore nel gennaio 2026. Ad oggi è stato ratificato da oltre 80 Paesi e la prima Conferenza delle Parti, o “Cop”, dovrebbe tenersi entro la fine dell’anno.
Amp
Il trattato fornisce un meccanismo giuridicamente vincolante che consente la designazione di reti di aree marine protette (Amp) in acque internazionali, un passo essenziale verso il raggiungimento dell’obiettivo globale di proteggere il 30% degli oceani entro il 2030, come concordato nell’ambito del Quadro globale per la biodiversità. Attualmente poco più dell’1% dell’alto mare è protetto, nonostante la sua importanza per la salute del pianeta e dell’uomo e per l’economia.
Nuova era oceanica
Kirsten Schuijt, Direttore Generale del Wwf International, ha dichiarato: “L’entrata in vigore del Trattato sull’alto mare segna un momento storico per gli oceani del mondo e per tutti noi che da essi dipendiamo. Con la sua trasformazione in diritto internazionale, il trattato inaugura una nuova era di governance e cooperazione oceanica, con un immenso potenziale per garantire oceani ed economie più sani e resilienti. Questo è solo l’inizio del viaggio: esortiamo i governi e le imprese a collaborare per attuare efficacemente il trattato, e incoraggiamo i paesi che non l’hanno ancora fatto ad aderirvi”.
Fonte Ansa

