Pozzuoli: uccide il fratello a coltellate per futili motivi

Un secondo fratricidio si è svolto sempre oggi a Grotte, nell'agrigentino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:35

Dramma nella notte a Pozzuoli dove un 53enne ha ucciso a coltellate il fratello di 44 anni al termine di una lite per futili motivi. L’omicidio è avvenuto intorno alle 3 in via Catullo, in una casa popolare nel Rione Toiano dove i due fratelli vivevano insieme all’anziana madre, estranea ai fatti. Sempre stanotte, con epicentro vicino proprio a Pozzuoli, si è verificato tra l’altro un terremoto di magnitudo 2,9.

La dinamica

Secondo una prima ricostruzione dagli inquirenti, il presunto assassino, Filippo Lucignano, avrebbe colpito con un coltello da cucina il fratello alla schiena e al petto al culmine di una lite per soldi. Poi, ha chiamato il 112 e il 118 – ma invano, il fratello era già morto all’arrivo dei sanitari – e si è consegnato spontaneamente ai poliziotti del commissariato di Pozzuoli che, giunti sul posto, hanno rinvenuto anche l’arma del delitto. Sotto choc l’anziana madre che ha assistito alla scena. La vittima, Rosario Lucignano, aveva diversi precedenti penali. Il magistrato di turno ha disposto l’autopsia sulla salma. Il 53enne è stato arrestato e condotto nel carcere di Poggioreale.

Grotte

Ironia della sorte, un caso analogo è avvenuto sempre oggi (8 aprile) a Grotte, nell’Agrigentino, dove un 64enne è stato fermato perché fortemente sospettato di avere ucciso a coltellate il fratello 56enne, Roberto Chiarenza, davanti a casa di quest’ultimo. I carabinieri hanno fermato Pietro Chiarenza, di 64 anni, fratello maggiore della vittima. I due convivevano nella stessa casa al piano superiore dello stabile dove ha sede la tabaccheria, gestita da Roberto. Il presunto omicida lo avrebbe aspettato sotto l’abitazione con un coltello per compiere l’omicidio in strada. I carabinieri non hanno dubbi sulle dinamiche del delitto. Al momento, Pietro è in stato di fermo; i militari lo stanno interrogando per comprendere i motivi del gesto, riconducibili presumibilmente a vecchi rancori tra fratelli.

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