L’Italia si dota del Piano d’azione nazionale per l’economia sociale. In attuazione della Raccomandazione del Consiglio Ue del 27 novembre 2023, il documento individua i soggetti preposti, dal Terzano settore alla cooperazione, dagli enti religiosi allo sport dilettantistico, in quanto svolgono attività di interesse pubblico, e incentiva le politiche pubbliche che ne promuovano lo sviluppo. Il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo ha annunciato che oggi è stata presentata l’informativo a riguardo in Consiglio dei ministri. Le realtà del settore che verranno riconosciute avranno benefici tributari e un accesso al credito semplificato, tra le altre cose. Parla di “riconoscimento dell’economia sociale come componente strutturale del sistema produttivo italiano e ne valorizza il contributo alla crescita, all’innovazione e alla coesione sociale” Simone Gamberini, presidente di Legacoop, che chiede di trasformare gli indirizzi in provvedimenti concreti. Si tratta di un “primo passo verso una politica di sviluppo per la cooperazione italiana”, così il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini “ci aspettiamo però un’assunzione di impegno più chiara”.
L’informativa in Cdm
“Abbiamo presentato oggi un’informativa al consiglio dei Ministri sul Piano d’azione nazionale per l’economia sociale, che servirà a individuare gli enti appartenenti all’economia sociale, incentivando la costruzione di politiche pubbliche in grado di promuovere lo sviluppo di questo settore”. È quanto annuncia il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo. “Questo Piano – spiega Leo – fa seguito alla Raccomandazione del Consiglio UE del 27 novembre 2023 e individua 4 categorie di soggetti preposti al raggiungimento dei principi contenuti nel documento del Consiglio Ue: il Terzo settore; la cooperazione; lo sport dilettantistico e gli enti religiosi”. “Diverse le priorità sulle quali sono previsti interventi”, continua Leo.
Gli interventi
“Questi enti verranno infatti riconosciuti come Servizi di Interesse Economico Generale svolgendo attività di interesse pubblico e beneficeranno di interventi agevolativi sul piano tributario, sia in termini amministrativi che di minore imposizione. Verranno destinate inoltre risorse per semplificare l’accesso al credito, accompagnate da percorsi di informazione e formazione. Infine, si punterà sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e privato per finalità sociali: dall’housing sociale al recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata, fino alla rigenerazione dell’impiantistica sportiva“. “Un lavoro svolto insieme al viceministro Bellucci e al sottosegretario Albano che dimostra come il Governo creda nel valore sociale ed economico di questo settore, che conta quasi 400mila organizzazioni, 1,53 milioni di addetti e oltre 4,6 milioni di volontari, e che completa le misure adottate in questi anni dal governo a favore del Terzo settore”, conclude il viceministro.
Componente strutturale
Legacoop accoglie positivamente l’informativa presentata oggi dal Governo sul Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale, che conferma il riconoscimento dell’economia sociale come leva di sviluppo, competitività e coesione del Paese. Dopo il lungo lavoro di confronto sviluppato negli ultimi mesi tra Governo e rappresentanze del settore, l’informativa rappresenta un segnale politico e ora è necessario compiere rapidamente il passaggio dagli indirizzi agli atti normativi, come peraltro già annunciato dagli esponenti del Governo. “Accogliamo positivamente l’informativa presentata oggi dal Governo perché conferma il riconoscimento dell’economia sociale come componente strutturale del sistema produttivo italiano e ne valorizza il contributo alla crescita, all’innovazione e alla coesione sociale“, dichiara Simone Gamberini, presidente di Legacoop.
Dagli indirizzi ai provvedimenti
“L’informativa costituisce un passaggio che dimostra che il lavoro svolto insieme alle organizzazioni dell’economia sociale non è andato disperso. Il recepimento di alcune nostre proposte – sottolinea il presidente di Legacoop – tra cui il chiarimento della disciplina dei Servizi di Interesse Economico Generale, il potenziamento degli strumenti finanziari per gli investimenti, il rafforzamento degli strumenti fiscali a favore degli investimenti nelle imprese dell’economia sociale, il ripristino dell’esenzione degli utili destinati a riserva legale e l’individuazione delle cooperative nate da Workers Buyout come pilastro dell’economia del Paese, valorizza questi modelli per il loro impatto sulla coesione, sulla rigenerazione territoriale e sull’inserimento lavorativo di fasce deboli. Adesso però serve uno scatto in avanti – sollecita il presidente – L’economia sociale non può più attendere. Il Governo trasformi gli indirizzi annunciati in provvedimenti concreti, risorse e strumenti capaci di sostenere investimenti, occupazione e competitività. Riteniamo, al riguardo, che la prossima Legge di Bilancio possa essere il momento migliore”.
Mercato e bene comune
“L’informativa relativa al Piano nazionale dell’economia sociale presentata in Cdm è un primo passo verso una politica di sviluppo per la cooperazione italiana. Ci aspettiamo però un’assunzione di impegno più chiara. Quando ci sarà l’approvazione del piano dell’economia sociale la politica economica si arricchirà di un nuovo strumento, capace di guardare con una visione più adeguata a un mondo, quello della cooperazione, che da sempre coniuga mercato e bene comune”. Lo dice, in una nota, Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, in merito alla presentazione dell’informativa dell’Action Plan, il documento programmatico sollecitato dall’Unione Europea. “L’intervento sull’economia sociale è fortemente strategico – dichiara Gardini – è un riconoscimento per il mondo della cooperazione, che da decenni rappresenta in Italia la più ampia e radicata espressione di economia sociale. Pur nella consapevolezza che le risorse disponibili sono ancora molto limitate, la direzione è certamente quella giusta. La chiedevamo da anni”.
Valenza fiscale
“Il Piano è anche un modo per garantire la parità di trattamento. Non si possono trattare soggetti diversi con le stesse regole” aggiunge. Il presidente di Confcooperative sottolinea anche la valenza fiscale del provvedimento, che valorizza un principio consolidato nella giurisprudenza europea: “La detassazione degli utili destinati a patrimonio indivisibile non è una deroga agevolativa, bensì la conseguenza sistematica della impossibilità di impossessarsi di quelle ricchezze da parte dei soci. Questo Piano – conclude Gardini – contiene degli obiettivi che se realizzati sono anche in grado di rafforzare il percorso di riforma fiscale avviato dal governo”.
Fonte Ansa

