Pentecoste, il Papa: “Il Paraclito ci dice che è tempo di riversare amore nel mondo”

Nella Messa in San Pietro, il Santo Padre consegna due immagini del Paraclito: Consolatore, per alleviare le sofferenze; Avvocato, per difenderci dalle falsità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:21
Papa Francesco Pentecoste Paraclito
Foto © VaticanMedia

Consolatore e Avvocato. Sono due le immagini del Paraclito che Papa Francesco, nella Santa Messa per la domenica di Pentecoste, consegna ai fedeli. E per due ragioni fondamentali: la consolazione che ognuno di noi cerca nei momenti di sofferenza (specie quello che stiamo vivendo) e la difesa ricercata contro le falsità. Il dono Gesù lo annuncia, lo promette: “Verrà il Paraclito, che io manderò dal Padre“. Il dono definitivo, “il dono dei doni”, annunciato attraverso un termine misterioso: “Paraclito. Accogliamo oggi questa parola, non facile da tradurre in quanto racchiude in sé più significati”. Due dei quali riconducibili alle due figure iniziali.

Il Paraclito consolatore

Il Paraclito è il Consolatore. Una consolazione che Gesù ci offre dal cielo, con lo Spirito Santo, differente da quelle del mondo, nulla più che “anestetici: danno un sollievo momentaneo, ma non curano il male profondo che ci portiamo dentro”. La consolazione dello Spirito, invece, “scende dentro, in quanto Spirito agisce nel nostro spirito. Visita ‘nell’intimo il cuore’, come ‘ospite dolce dell’anima’. È la tenerezza stessa di Dio, che non ci lascia soli; perché stare con chi è solo è già consolare”. Anche gli apostoli, dopo la morte di Gesù, vissero momenti di sconforto poiché “vivevano nel timore e davanti agli occhi avevano tutte le loro fragilità e i loro fallimenti, i loro peccati: avevano rinnegato Gesù Cristo”. Fino al dono del Paraclito: “I problemi e i difetti rimangono gli stessi, eppure non li temono più perché non temono nemmeno chi vuol fare loro del male. Si sentono consolati dentro e vogliono riversare fuori la consolazione di Dio. Prima impauriti, ora hanno paura solo di non testimoniare l’amore ricevuto”. Lo stesso vale per noi: “Il Paraclito dice alla Chiesa che oggi è il tempo della consolazione… È il tempo per riversare amore sul mondo, senza sposare la mondanità“.

Il primato della Grazia

La seconda immagine del Paraclito si riconduce all’Avvocato. Lo Spirito della verità “non si sostituisce a noi, ma ci difende dalle falsità del male ispirandoci pensieri e sentimenti. Lo fa con delicatezza, senza forzarci: si propone ma non si impone”. Il contrario dello spirito della falsità, che ci spinge a cedere “alle suggestioni cattive e alle pulsioni dei vizi“. Il dono del Paraclito ci porta tre consigli: abitare il presente, poiché “afferma il primato dell’oggi, contro la tentazione di farci paralizzare dalle amarezze e dalle nostalgie del passato”. Ma anche cercare l’insieme, perché “non plasma degli individui chiusi, ma ci fonda come Chiesa nella multiforme varietà dei carismi, in un’unità che non è mai uniformità”. Infine, mettere Dio prima dell’io. Si tratta del “passo decisivo della vita spirituale, che non è una collezione di meriti e di opere nostre, ma umile accoglienza di Dio. Il Paraclito afferma il primato della grazia”.

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