Si è conclusa con il canto solenne del Te Deum la sessione del Concistoro Straordinario che ha visto il Collegio Cardinalizio riunito attorno a Papa Leone XIV. Una giornata intensa, scandita da un metodo di lavoro innovativo — definito “sinodale” dagli stessi partecipanti — che ha messo al centro il futuro della Chiesa, il rilancio dell’evangelizzazione e il consolidamento del principio di collegialità.
La sfida della sinodalità
I lavori della mattinata, aperti dal Cardinale Tolentino, si sono concentrati sulla sinodalità. Il Cardinale Brecht ha illustrato l’atto sinodale come fondamento della collegialità universale, ma dalle relazioni dei gruppi è emersa una consapevolezza condivisa: “La sinodalità è ancora nella sua infanzia”. Per questo, i porporati hanno sottolineato la necessità di linee guida chiare e di un rapporto più stretto tra la Curia Romana e le Conferenze Episcopali.
Evangelii Gaudium: un testo vivo
Nel pomeriggio, sotto la presidenza del Cardinale Tagle, il Cardinale Fernandez ha riaperto il dibattito sull’Evangelii Gaudium. Il messaggio è stato inequivocabile: non si tratta di un testo scaduto, ma di un programma di “ri-radicalizzazione” del cristianesimo nelle sue fonti. Si è parlato della Chiesa come «ospedale da campo», capace di accostarsi alle «vite spezzate» degli uomini di oggi, e della necessità di abitare il mondo digitale con un annuncio del Kerygma che sia vivo e attraente, rifuggendo il proselitismo.

Le voci dei Cardinali: unità e speranza
In Sala Stampa Vaticana, i cardinali Brislin, Rueda Aparicio e David illustrano i lavori di mattina e pomeriggio: “Abbiamo lavorato in unità che non è uniformità”. Un pensiero al Venezuela e alle chiese che soffrono guerre e violenze. “È stato un momento privilegiato che ci rafforza come Collegio – ha detto il Card. Luis José Rueda Aparicio (Bogotà, Colombia) – Non siamo un gruppo di esperti, ma una comunità di fede. Essere qui ci mette a servizio del Papa per camminare insieme come discepoli, lasciando che lo Spirito Santo sia il vero protagonista che guida la Chiesa”. “Un’esperienza arricchente che ci ha permesso di ascoltarci e conoscerci – ha aggiunto il Card. Stephen Brislin (Johannesburg, Sud Africa) – venendo da parti del mondo così diverse. Il fatto che il Papa abbia già annunciato un nuovo Concistoro a giugno dimostra quanto lui stesso abbia trovato interessante questo confronto”. “Il formato ci ha fatto sentire a nostro agio – ha commentato il Card. Pablo Virgilio Siongco David (Kalookan, Filippine) – una vera conversazione nello Spirito. Papa Leone XIV ha ascoltato molto, prendendo appunti. Il Santo Padre ha citato Benedetto XVI ricordando che l’evangelizzazione avviene per attrazione, non per proselitismo. È la prima volta che un Concistoro straordinario adotta un formato così sinodale”.

Le conclusioni di Papa Leone XIV
Il Santo Padre ha concluso l’assemblea ringraziando i Cardinali per la partecipazione, con un pensiero speciale per i più anziani e per chi non ha potuto raggiungere Roma. Il Pontefice ha sottolineato come questa riunione sia in piena continuità con le richieste emerse durante il Conclave e con il cammino del Concilio Vaticano II. La notizia più significativa riguarda il futuro: Papa Leone XIV ha annunciato che questi incontri diventeranno un appuntamento fisso a cadenza annuale (quattro giorni ogni anno) e proseguiranno verso l’Assemblea Sinodale del 2028. Il prossimo appuntamento ufficiale è già fissato per il giugno 2026, in occasione della festa dei Santi Pietro e Paolo, con un nuovo Concistoro.

