Papa Leone XIV in Spagna: la sfida all’Europa delle polarizzazioni parte dagli ultimi

Tra l'omaggio alla bellezza di Gaudì a Barcellona e la forte denuncia del dramma migratorio alle Canarie, inizia un pellegrinaggio politico e spirituale di fondamentale portata

Uno dei cartelloni presenti in Spagna con l'immagine di Leone XIV. Foto Vatican Media

Tanti i discorsi, 23 per l’esattezza; imponente la marea di fedeli attesa, stimata in oltre mezzo milione di iscritti; vastissimo il ventaglio dei temi sul tavolo, che spaziano dal disarmo alla pace, dalla difesa della vita alla piaga delle migrazioni atlantiche. Ha inizio oggi, sabato 6 giugno, il quarto viaggio apostolico internazionale di Papa Leone XIV. Un pellegrinaggio di sette giorni nel cuore della penisola iberica che, dal 6 al 12 giugno, vedrà il Pontefice percorrere oltre 2.500 chilometri toccando le città di Madrid e Barcellona, prima di spingersi fino all’estremo avamposto delle Isole Canarie (Gran Canaria e Tenerife) Come confermato dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, si tratta di un viaggio di enorme portata geopolitica ed ecclesiale. Leone XIV si appresta a visitare una terra di antichissima tradizione cristiana, storicamente configuratasi come un vero laboratorio di dialogo medievale tra mondi diversi, patria del diritto internazionale moderno con la Scuola di Salamanca e culla di giganti dello spirito come Teresa d’Avila e Giovanni della Croce.

Il volto di una Chiesa “incarnata”

Il viaggio papale si svilupperà lungo un costante intreccio tra la dimensione istituzionale e quella delle periferie umane. A Madrid, la prima fondamentale tappa, il Santo Padre incontrerà i membri del Parlamento nel Congresso dei Deputati. Un appuntamento cruciale in cui il Pontefice delineerà lo sguardo della Chiesa sulla politica: una prospettiva distante tanto dal collateralismo con il potere quanto dall’intimismo laicista che vorrebbe escludere la fede dal dibattito pubblico. Tuttavia, l’ingresso del Papa nel Paese avverrà idealmente attraverso il mondo della vulnerabilità. Subito dopo i saluti istituzionali, Leone XIV visiterà infatti il centro sociale “Cedia 24 Horas” nel quartiere periferico di Lucero, una struttura d’eccellenza impegnata nell’accoglienza dei senza fissa dimora. Un segnale chiaro, rimarcato dall’arcivescovo di Madrid, il cardinale José Cobo Cano: la Chiesa si confronta con le polarizzazioni sociali partendo dagli ultimi. Nel frattempo, la capitale spagnola si è letteralmente vestita a festa, colorandosi del bianco e del giallo vaticano grazie ai celebri tappeti floreali degli alfombristas galiziani. Tra maxischermi al led che proiettano il motto ufficiale Alzad la mirada (“Alzate lo sguardo”), la città si prepara a grandi eventi di popolo: dalla solenne Messa del Corpus Domini in Plaza de Cibeles domenica 7 giugno, fino al maxiraduno giovanile alla Movistar Arena, dove si esibirà la compagnia teatrale di Antonio Banderas e i complessi musicali del fenomeno cattolico Hakuna. L’abbraccio della diocesi si consumerà infine allo stadio Bernabéu, dove il Papa sarà accolto dalle storiche immagini di Gesù de Medinaceli e della Virgen de la Almudena.

Barcellona e la via della bellezza

Il 10 giugno il baricentro del viaggio si sposterà in Catalogna, a Barcellona, in coincidenza esatta con il centenario della scomparsa di Antoni Gaudì. Nella grandiosa Basilica della Sagrada Familia, il Santo Padre presiederà l’inaugurazione e la benedizione della Torre di Gesù Cristo, il punto più alto del capolavoro architettonico, che per l’occasione verrà illuminato da uno storico spettacolo di luci. In una società europea fortemente secolarizzata, la tappa catalana rappresenta la risposta della Chiesa alla crisi della trasmissione della fede: l’evangelizzazione attraverso la via pulchritudinis, il linguaggio della bellezza e dell’arte. Non sono escluse, come accennato dal portavoce vaticano, alcune parole pronunciate dal Papa direttamente in lingua catalana, un gesto di forte sensibilità verso le identità locali.

La frontiera delle Canarie

Il culmine emotivo e profetico del pellegrinaggio si toccherà però l’11 e il 12 giugno con lo sbarco a Gran Canaria e Tenerife. Leone XIV porta così a compimento un desiderio profondo del suo predecessore Francesco, recandosi fisicamente sulla “Rotta Atlantica”, una delle rotte migratorie più letali del pianeta. Il Pontefice visiterà il porto di Arguineguín, tristemente noto negli anni passati come il “molo della vergogna” per le drammatiche condizioni di sovraffollamento dei migranti provenienti dall’Africa occidentale. Successivamente, farà tappa nel centro di accoglienza Las Raíces, dove pronuncerà un atteso discorso in lingua francese rivolto ai profughi dell’area francofona. Questo storico passaggio alle Canarie si inserisce nel solco dottrinale tracciato dall’enciclica Magnifica Humanitas e dall’esortazione Dilexi te, testi nei quali Leone XIV chiede con forza alle nazioni occidentali di adottare un punto di vista diverso: “Dobbiamo acquisire lo sguardo di chi soffre, guardando la storia con gli occhi dei piccoli, dei fuggiaschi, degli esuli e dei bambini feriti, per riscoprire l’imperativo fondamentale di restare umani.” Accompagnato da una delegazione di alto profilo – tra cui spiccano il cardinale pro-prefetto Ángel Fernández Artime e l’elemosiniere Luis Marín de San Martín – Leone XIV lancia oggi dalla Spagna una sfida cruciale all’Europa intera: non cedere alle polarizzazioni del presente, ripudiare la tentazione del riarmo e riscoprire le proprie radici cristiane non come un “museo del passato”, ma come una forza feconda capace di progettare il futuro.

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: