Papa Leone XIV esprime la propria vicinanza ai cristiani del villaggio di Debel, nel sud del Libano, dopo che un convoglio di aiuti umanitari, organizzato dal nunzio apostolico nel Paese dei Cedri Paolo Borgia, è stato costretto a tornare indietro dai combattimenti tra Israele ed Hezbollah. Il Pontefice, nel messaggio a firma del Segretario di Stato cardinale Pietro Parolin, invita i cristiani del Libano meridionale a non perdere la speranza: “Nella vostra sventura, nell’ingiustizia che subite, nel senso di abbandono che provate, siete molto vicini a Gesù. Siete vicini a Lui anche in questo giorno di Pasqua”.
La marcia indietro del convoglio
Un convoglio di aiuti umanitari organizzato dal nunzio apostolico in Libano Paolo Borgia, destinato ai villaggi cristiani del sud, ha dovuto fare marcia indietro martedì dopo essere stato “colpito da spari”: lo ha riferito una fonte di sicurezza sul posto all’Afp, senza precisare l’origine dei colpi. Il convoglio era scortato dal battaglione francese dell’Unifil e si dirigeva verso il villaggio di Debel. I colpi sparati hanno provocato “danni ai veicoli” mentre non si segnalano feriti, ha aggiunto la fonte. L’agenzia libanese Ani indica che il convoglio è dovuto tornare indietro “per il fuoco incrociato” tra Israele e Hezbollah.
La vicinanza del Papa
Il Papa ha scritto ai cristiani di Debel, villaggio al Sud del Libano nel quale in questi giorni è stato impedito l’arrivo di un convoglio umanitario che era stato organizzato dalla Chiesa. Leone esprime vicinanza “nelle drammatiche circostanze che state vivendo” ed estende il suo “messaggio di consolazione e compassione a tutti i cristiani del Libano meridionale e a tutti coloro che soffrono le conseguenze della guerra”. “Nella vostra sventura, nell’ingiustizia che subite, nel senso di abbandono che provate, siete molto vicini a Gesù. Siete vicini a Lui anche in questo giorno di Pasqua”. “Non perdete la speranza!”.
Niente va perduto
Nel messaggio, a firma del cardinale Segretario di Stato, il card. Pietro Parolin, agli abitanti del villaggio di Debel, il Papa auspica che “in mezzo a sentimenti di dolore, angoscia e lutto” si possa sperimentare in questo tempo di Pasqua “una gioia più profonda” perché “Gesù ha gloriosamente trionfato sulla morte. È una gioia che viene dal cielo e che nulla può togliervi”. “Nessuna delle vostre preghiere, nessuno dei vostri gesti di solidarietà, nessuno dei vostri sospiri di stanchezza che esprimete va perduto”, assicura il Pontefice.
Fonte Ansa

