Mons. Paglia: “Più cure per bambini nati prematuri”

Il messaggio del presidente della Pontificia Accademia per la Vita per la Giornata mondiale prenatalità: "Pediatri e infermieri sono autentici collaboratori di Dio"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:06
Mons. Paglia

“Ogni anno sono 15 milioni i bambini nati troppo presto, uno su dieci. Sono creature estremamente fragili ma grandi lottatori, accompagnati in questa sfida per vivere dai loro genitori, dai pediatri e dagli infermieri dei reparti di Neonatologia”. Lo ricorda l’arcivescovo Mons. Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Ha scritto una lettera inviata in occasione della Giornata Mondiale della Prenatalità, che si celebra oggi, al presidente della Società Italiana di Neonatologia, Fabio Mosca.

La preghiera per tutti i bambini nati prematuri

Mons. Paglia vi rivolge “un pensiero e una preghiera per tutti i bambini nati prima del termine della gravidanza e per le loro famiglie, che si trovano ad affrontare questa situazione così delicata. A loro vogliamo offrire particolare attenzione e cura in occasione di questa Giornata Mondiale a loro dedicata”. Inoltre prega “per tutte le mamme e i papà che stanno affrontando queste prove con i loro neonati prematuri. Per i pediatri e gli infermieri che lavorano nelle Terapie Intensive Neonatali che – osserva -, con le loro competenze, con grande dedizione e cure amorevoli assistono quotidianamente questi bambini più fragili, aiutandoli a superare le difficoltà legate alla nascita prematura, anche quando presentano gravi patologie che mettono a rischio la loro stessa vita”.

Mons. Paglia: “Gli infermieri sono collaboratori di Dio”

“In un momento storico in cui nascono sempre meno bambini – sottolinea il presidente della Pav –, i pediatri e gli infermieri diventano autentici collaboratori di Dio, assieme ai genitori e alle famiglie intere, nel grande progetto della vita”. “Anche a nome del Santo Padre Francesco – aggiunge Mons. Paglia -, incoraggio i medici e tutto il personale sanitario impegnato in queste importanti cure a proseguire nella loro missione, espressione fedele e concreta del servizio alla vita nascente, specialmente la più debole e la più fragile”.

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