Padre Turoldo: “Chi e cosa è il Padrone?”

Nel libro "I Folli di Dio" documenti inediti e testimonianze su La Pira, don Milani, Balducci e gli anni dell'Isolotto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:11

“Si parla di operai e di licenziamenti, ma dove mai si fonda e come il diritto di licenziamento? (Intendo licenziamento per ragioni economiche). E chi mai ha detto che la fabbrica sia di proprietà del ‘Padrone’? E chi è e cosa è il ‘Padrone?‘”, scrive padre David Turoldo in una lettera del febbraio 1959 all’amica Anna Meucci: un inedito che fa da introduzione al libro del giornalista Mario Lancisi ‘I Folli di Dio. La Pira, Milani, Balducci e gli anni dell’Isolotto‘, (Edizioni San Paolo 2020, pagine 224, euro 18). Il volume copre un arco temporale che va dal 1938, con la visita di Mussolini e Hitler a Firenze cui il cardinale Elia Dalla Costa chiuse le porte della Curia in faccia, fino al 1968 con il caso dell’Isolotto di don Enzo Mazzi, affrontando i momenti salienti dell’esperienza del cattolicesimo fiorentino legato a Giorgio La Pira: l’antifascismo, la partecipazione alla Costituente, l’amministrazione del ‘sindaco santo‘, l’apertura a sinistra.

Convento

David Maria Turoldo nacque a Coderno, in provincia di Udine, il 22 novembre 1916 e a soli 13 anni fece il suo ingresso nel convento di Santa Maria del Cengio a Isola Vicentina. Nel 1940 si trasferì a Milano presso il convento di Santa Maria dei Servi in San Carlo al Corso. Durante l’occupazione nazista di Milano collaborò attivamente con la resistenza antifascista. Sempre a Milano, il suo impegno a cercare un confronto di idee deciso e talvolta duro, ma sempre dialettico, si tradusse nella fondazione, con il suo fedele collaboratore fra’ Camillo De Piaz, del centro culturale Corsia dei Servi. Perseguitato dal Santo Uffizio per le sue idee considerate troppo liberali, fu costretto a girovagare per l’Europa fino al 1964. Morì a Milano il 6 febbraio 1992.

Apertura

In questo contesto si colloca la lettera di Turoldo, allontanato da Firenze e trasferito a Londra nel settembre del 1958, che scrive a Meucci pochi giorni dopo le dimissioni di Amintore Fanfani da presidente del Consiglio e segretario della Dc, per il conflitto interno al partito sul tema dell’apertura ai socialisti, a cui Fanfani era favorevole come lo stesso Turoldo. “Non sarebbe ora di romperla – si chiede il religioso – con questa ‘unità’ del partito? E quale unità? Di cristiani che si odiano!“. Il volume di Lancisi esce a cinque anni della visita di papa Francesco a Firenze per il convegno ecclesiale del 2015, un’occasione in cui la Chiesa italiana rese omaggio a grandi personaggi del mondo cattolico fiorentino del Novecento, i “Folli di Dio” del titolo del libro: da La Pira a Turoldo, da don Giulio Facibeni a don Divo Barsotti, da padre Ernesto Balducci a don Lorenzo Milani, la cui tomba fu poi visitata da papa Francesco il 20 giugno del 2017.

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