Nell’anno appena iniziata il mondo potrebbe crescere meno del precedente, che ha dimostrato una “resilienza inattesa”, a causa di bassi investimenti e di uno spazio fiscale limitato. Lo riporta il World Economic Situation and Prospects 2026. Il rapporto stima la crescita economica degli Stati Uniti leggermente superiore a quella del 2025 (2% rispetto a 1,9), mentre quella dell’Unione europea sarebbe in calo dall’1,5% all’1,3% e quella italiana rimarrebbe invariata allo 0,6%.
Crescita globale
L’economia globale dovrebbe crescere del 2,7% nel 2026, leggermente al di sotto del 2,8% stimato per il 2025 e ben al di sotto della media pre-pandemia del 3,2%. Lo prevede l’Onu nel World Economic Situation and Prospects 2026.
Resilienza
Nel corso del 2025 un‘inattesa resilienza ai forti aumenti dei dazi Usa, sostenuta da una solida spesa dei consumatori e da un’inflazione in calo, ha contribuito a sostenere la crescita.
Le debolezze
Tuttavia, ha osservato l’Onu, persistono debolezze strutturali: i bassi investimenti e lo spazio fiscale limitato stanno frenando l’attività economica, aumentando la probabilità che
l’economia mondiale si assesti su un percorso di crescita persistentemente più lento rispetto all’era pre-Covid.
Le stime
La crescita degli Stati Uniti è prevista al 2% nel 2026 rispetto all’1,9% nel 2025, sostenuta dall’allentamento monetario e fiscale. Tuttavia, un mercato del lavoro in rallentamento probabilmente frenerà la dinamica. Nell’Unione Europea, la crescita è prevista all’1,3% in calo rispetto all’1,5% dello scorso anno, a causa dell’impatto negativo delle tariffe americane. La crescita economica dell’Italia nel 2026 rimane invariata rispetto all’anno precedente. Lo rivelano le stime del World Economic Situation and Prospects 2026 dell’Onu, secondo cui la crescita del Pil sarà dello 0,6% per l’anno in corso come per quello passato. Il rapporto parla di “debole domanda esterna e persistente incertezza che gravano sugli investimenti”.
Fonte Ansa

