Nel lavoro le giovani donne sono la categoria più penalizzata

Le esperienze di alternanza scuola-lavoro rappresentano per i giovani il contesto ideale in cui realizzare il nuovo modello didattico fondato sulle competenze 4.0

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:26
In soccorso dei giovani. Afferma il giuslavorista Gabriele Fava, vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Corte dei conti: “I giovani, e in particolare le giovani donne, sono tra le categorie più penalizzate del Paese. La recente emergenza Covid-19 ha solo accentuato una questione che richiede un piano organico non più rinviabile. Nel suo intervento al Meeting di Rimini, Mario Draghi ha aperto il vaso di pandora. Focalizzando l’attenzione sulla necessità di inserire misure per i giovani in ogni politica, a livello nazionale e locale“.

Hub per giovani

i giovani come risorsa. Prosegue Fava: “In questo scenario, le università possono e devono rappresentare lo strumento strategico per aiutare i giovani. Trasformandole in veri e propri hub tra imprese, mondo produttivo, istituzioni e organizzazioni sociali. Anche a partire dal grande know how specifico“.  E “nei prossimi 3 anni saranno necessari tra i 3 e i 3,2 milioni di nuovi addetti per soddisfare le esigenze di tutto il comparto produttivo italiano. Comprensivo sia delle imprese private che della pubblica amministrazione, secondo gli ultimi dati del sistema Excelsior di UnionCamere. In particolare l’offerta prevista di neo-laureati (894 mila unità) sarà inferiore al fabbisogno totale di laureati che andrà dalle 959 mila alle 1.014 mila unità.

Qualifiche

Evidenzia Dava: “Risulta di primaria importanza implementare nell’intero Paese il cosiddetto sistema duale. Nel quale il conseguimento delle qualifiche e dei diplomi professionali da parte degli studenti avviene attraverso l’integrazione tra formazione e lavoro. Con l’utilizzo del contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale. Tale sistema deve prevedere adeguati stanziamenti economici al fine di garantire che la formazione realizzata in azienda in apprendistato venga adeguatamente retribuita. In relazione alla quantità e qualità della prestazione realizzata dagli studenti”. A tal proposito “è necessario potenziare le esperienze di alternanza scuola-lavoro. Le quali rappresentano il contesto ideale in cui realizzare questo nuovo modello didattico fondato sulle competenze 4.0“.

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