Naufragio nel Mediterraneo, perdono la vita 116 migranti

Un barcone con a bordo 117 persone, partito da Zuwara la sera del 18 dicembre, sarebbe naufragato al largo della Tunisia, secondo la ricostruzione di Alarm Phone

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Foto © Sea Watch (Imagoeconomica)

Ancora una tragedia nel Mediterraneo. Sea Watch Italia fa sapere che 116 persone sono morte nel naufragio di un barcone – con a bordo 117 passeggeri – avvenuto presumibilmente al largo della Tunisia. L’imbarcazione sarebbe partita da Zuwara la sera di giovedì 18 dicembre, secondo Alarm Phone, e il 19 si sarebbe verificato l’incidente. 

Il naufragio

116 persone hanno perso la vita nell’ennesimo naufragio del 2025. L’unico sopravvissuto è stato salvato da un pescatore tunisino. Erano partiti giovedì scorso, e lunedì le abbiamo cercate con Seabird. Oggi Alarm Phone conferma il naufragio, avvenuto poco dopo la partenza”. Lo scrive su X Sea Watch Italia rilanciando il report di Alarm Phone secondo il quale si teme che un barcone di migranti sia naufragato al largo della Tunisia.

La ricostruzione

Alarm Phone teme che nella notte del 19 dicembre si sia verificato l’ennesimo naufragio“. Così inizia un comunicato dell’ong, secondo cui alle 14 del 19 dicembre, Alarm Phone è stata informata di un’imbarcazione partita da Zuwara la sera del 18 dicembre, con a bordo 117 persone. Alarm Phone afferma di aver ripetutamente tentato di contattare l’imbarcazione tramite telefono satellitare, senza successo. “Abbiamo allertato la guardia costiera e le ong competenti, pur non avendo una posizione GPS. Per tutto il giorno abbiamo continuato a provare a contattare la barca tramite telefono
satellitare, ma ancora una volta senza successo”. “Quando abbiamo contattato la Guardia Costiera italiana, hanno confermato di aver ricevuto la nostra e-mail, ma hanno immediatamente interrotto la chiamata senza fornire ulteriori informazioni o rassicurazioni”, prosegue l’organizzazione sostenendo che la Guardia costiera libica “ci ha comunicato
telefonicamente di non aver soccorso né intercettato alcuna imbarcazione il 18 o 19 dicembre”.

La testimonianza

Due giorni dopo, la sera del 21 dicembre, dice sempre la Ong “abbiamo ricevuto informazioni secondo cui alcuni pescatori tunisini avevano trovato un unico sopravvissuto su una barca di legno. L’uomo avrebbe dichiarato di essere partito da Zuwara due giorni prima e di essere l’unico sopravvissuto”. Secondo la sua testimonianza, solo poche ore dopo la partenza le condizioni meteorologiche sono peggiorate drasticamente, con venti che hanno raggiunto i 40 km/h. “Alarm Phone ha provato a verificare questa informazione – conclude la Ong – ma non è ancora riuscito a confermarla completamente“.

Fonte Ansa

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