Mons. Massara: “Non basta ricostruire le case. Ricostruiamo la persona”

L'intervento dell'arcivescovo di Camerino-San Severino al convegno nazionale Anci che si è svolto a Camerino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:16

Non basta ricostruire solo le case. Se la ricostruzione strutturale non viene accompagnata da un sostegno alle attività produttive e da una ricostruzione del tessuto sociale rischiamo di vederne il fallimento. Avremo solo case e chiese vuote che nessuno vivrà. E questi aspetti debbono pertanto essere portati avanti insieme”. A parlare è mons. Francesco Massara, arcivescovo della diocesi di Camerino-San Severino e vescovo della diocesi di Fabriano-Matelica, come riportato dall’appenninocamerte.info.

Cinque anni fa il sisma che distrusse il Centro Italia

L’intervento di mons. Massara arriva a pochi giorni dall’anniversario del secondo sciame sismico che colpì le zone del Centro Italia, a partire da Camerino e dalla zona del maceratese. Da quel 30 ottobre 2016 sono passati cinque anni. L’arcivescovo di Camerino, nel discorso pronunciato a conclusione del convegno nazionale di Anci, che si è svolto a Camerino il 26 ottobre, ha sottolineato che “ogni giorno la nostra gente non ne può più. Il Commissario Legnini ci ha dato sicuramente gli strumenti per poter vedere finalmente la ricostruzione ma io – ha aggiunto come riporta l’Appennino Camerte – credo che sia già ingolfata in partenza. Il Commissario più di fornirci tutte le ordinanze che vogliamo, altro non può fare, ma poi ci ritroviamo a fare i conti con i progettisti che non fanno progetti, la Sovrintendenza che non ci dà le risposte, l’Usr sommerso di pratiche, le ditte che non si trovano, il caro prezzi dei materiali e le macerie che non si sa dove portare. Ed è così che tutta una serie di problematiche e tutte le ordinanze che il Commissario ha fatto finiscono nel collo di un imbuto“.

Partire da una ricostruzione sociale

Mons. Massara ha concluso il suo intervento sottolineando che “la prima ricostruzione è quella sociale. I dati assolutamente negativi di 24 suicidi in 4 anni e dell’aumento esponenziale nel consumo di farmaci ansiolitici parlano da soli. Ognuno di noi è responsabile anche del nostro futuro. Questo non è un territorio spettrale, ma i nostri ragazzi hanno necessità di vedere riconosciuto il diritto ad avere una prospettiva in queste zone. Ai sindaci, che ringrazio per il loro lavoro prezioso – ha concluso mons. Massara -, insieme alle infrastrutture e ai servizi, chiedo di fare dei centri di aggregazione perché i nostri ragazzi hanno bisogno di punti di incontro. La ricostruzione la facciamo ricostruendo la persona“.

L’intervento di mons. Francesco Massara è stato pubblicato sul sito appenninocamerte.info in un articolo a firma di Carla Campetella. 

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