L’auto continua ad essere il mezzo di spostamento d’elezione per gli italiani, almeno nelle principali città. Anche n quelle dove i residenti hanno comportamenti più virtuosi, il tasso di veicolo privato per mille abitanti è al di sopra della media europea. Sempre sul versante della mobilità, la transizione verso la sostenibilità è disomogenea lungo la penisola. Per quanto riguarda invece la qualità dell’Italia, pur restando sempre al sopra dei parametri previsti dall’Organizzazione mondiale della Sanità e di quelli che entreranno in vigore nell’Ue nel 2030, non si registrano superamenti nei limiti annuali di particolato – PM10 e PM2,5 – né biossido di azoto, un inquinante strettamente legato al traffico. La fotografia della situazione italiana l’ha scattata il Rapporto MobilitAria 2026, presentato oggi a Roma da Kyoto Club e Dipartimento Scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Auto per abitante
Le città italiane continuano a distinguersi per i più alti tassi di motorizzazione d’Europa: al primo posto Torino, con 822 auto ogni 1.000 abitanti, seguita da Catania con 807 e Reggio Calabria con 711. Le città relativamente più virtuose sono Venezia (447 auto ogni 1.000 abitanti) e Genova (469), ma questi valori sono comunque più elevati rispetto agli standard europei. È quanto emerge dal Rapporto MobilitAria 2026, presentato oggi a Roma da Kyoto Club e Dipartimento Scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che sottolinea l’importanza di aumentare gli investimenti nel trasporto pubblico, nelle reti ciclabili e nella mobilità elettrica.
La qualità dell’aria
Qualche miglioramento è stato ottenuto nella qualità dell’aria rilevata nel 2025: nessuna delle principali città supera i limiti annuali previsti per biossido di azoto, PM10 e PM2,5, ma si contano ancora numerosi superamenti giornalieri, soprattutto a Milano e Napoli. Roma, invece, per il terzo anno consecutivo non registra superamenti giornalieri del particolato. Particolarmente positivi sono i dati del biossido di azoto, uno degli inquinanti più strettamente legati al traffico: rispetto al 2024 sono diminuiti quasi ovunque di valori compresi tra 3% e 17%. Solo Bologna e Messina registrano un aumento. In ogni caso, in molte città i livelli di inquinamento restano superiori sia ai nuovi standard europei in vigore dal 2030 sia ai valori più stringenti indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. “Il ‘Piano di Azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria’ rappresenta uno strumento centrale proprio per colmare questo divario – afferma Francesco Petracchini, direttore del Cnr-Dsstta – e superare le procedure di infrazione che l’Italia ha ricevuto dall’Europa per i superamenti di PM10 e biossido di azoto”.
Mobilità sostenibile, un quadro disomogeneo
Il Rapporto mostra che l’automobile rimane il mezzo dominante negli spostamenti urbani, mentre il trasporto pubblico locale continua a soffrire di un cronico sottofinanziamento. Anche per quanto riguarda le piste ciclabili emerge un forte divario territoriale. Le città che contano un maggior numero di chilometri di piste ogni 100mila abitanti sono concentrate al Nord: Venezia (77), Bologna (65) e Torino (36). All’estremo opposto troviamo Napoli e Catania, che si fermano a 3 chilometri per 100mila abitanti, Messina (5) e Reggio Calabria (6). Dall’analisi emerge un quadro fortemente disomogeneo: Milano, Bologna e Firenze risultano tra le città più avanzate nella transizione verso una mobilità più sostenibile, grazie a una migliore offerta di trasporto pubblico, reti ciclabili più sviluppate e maggiore diffusione della mobilità condivisa. Reggio Calabria, Cagliari, Catania e Palermo mostrano invece i maggiori ritardi, caratterizzati da alta motorizzazione privata, debolezza del trasporto pubblico e rete ciclabile insufficiente.
“MobilitAria 2026 racconta lo sforzo in atto da parte delle città per ridurre traffico, inquinamento e congestione”, commenta Anna Donati, coordinatrice del Gruppo di Lavoro ‘Mobilità sostenibile’ di Kyoto Club. “Ma devono essere sostenute in questo sforzo complesso con risorse adeguate, regole snelle, semplificazioni procedurali e investimenti costanti: è quello che chiediamo a Governo e Parlamento, di predisporre misure e risorse adeguate, rimettendo la mobilità urbana al centro dell’agenda nazionale”.
Fonte Ansa

