Meloni: “Non esiste una cabina di regia”

La leader di Fratelli d'Italia prende le distanze dall'alleato Matteo Salvini sulla riapertura pasquale delle chiese e spiega perché non funziona il dialogo con il governo. Prosegue la mobilitazione sanitaria

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:19

La collabrazione tra l’esecutivo e l’opposizione, sollecitata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non decolla. “L’interlocuzione è stata sinora insufficiente. Faremo tutto il possibile ma sinora la nostra disponibilità non è stata accolta, speriamo nel futuro. Non abbiamo visto sinora alcuna disponibilità da parte del governo alla cabina di regia: tutte le nostre proposte sono state respinte. Abbiamo lasciato solo 20 emendamenti al cura Italia”,  afferma a Radio24 Giorgia, Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

Messe da remoto

Sul tema dell’apertura delle chiese precisa Meloni: “Abbiamo depositato degli emendamenti in modo da avere la possibilità di implementare la celebrazione delle messe da remoto. Non penso si possa fare molto di più. Non ho capito l’appello di Salvini. Tenere le chiese aperte in che senso? Fare le messe, non fare le messe? Sulla questione più generale della riapertura la cosa più importante è evitare di vanificare gli sforzi fatti finora, quindi ascoltare il parere degli scienziati, ma disegnare già da ora la strategia su come andare avanti”. Prosegue Meloni: “Il tema della liquidità è una priorità assoluta: il provvedimento è interessante ma devo vedere i testi. Valuteremo il decreto nel merito. E speriamo che qualche proposta sia accettata”.

Mobiltazione sanitaria

Nel frattempo prosegue la mobilitazione sanitaria. All’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma sono stati attivati 4 nuovi servizi di consulenza a distanza per dare risposte ai problemi di salute dei bambini e dei ragazzi costretti a casa per l’emergenza coronavirus. Diabetologia, neurologia, dermatologia, malattie rare si aggiungono alle 5 unità operative che avevano avviato le consulenze al telefono o via web lo scorso 25 marzo, per fornire informazioni e suggerimenti alle famiglie e, soprattutto, per verificare che durante la quarantena non vengano trascurate terapie, ignorati segnali di altre patologie o rimandati i necessari controlli in ospedale, dove accesso e prestazioni avvengono in sicurezza. L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha distinto i canali telefonici, uno rivolto alle famiglie, l’altro ai pediatri del territorio, per le consulenze e i consulti a distanza di carattere pediatrico nel periodo dell’emergenza coronavirus e di sospensione delle attività ambulatoriali non urgenti. Per le famiglie è attivo lo 06 6859 3024tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00. Un team di medici pediatri è disposizione per informazioni sui bisogni di salute non urgenti di bambini e ragazzi e per i piccoli pazienti che prima dell’emergenza avevano già avviato un percorso di cura presso gli ambulatori e i Pronto Soccorso del Bambino Gesù. Esclusivamente per i pediatri delle strutture ospedaliere regionali o di libera scelta è invece disponibile lo 06 6859 2088. Il servizio è attivo tutti i giorni, 24 ore su 24, per consulti tra specialisti sulla gestione clinica dei casi pediatrici e per definire i percorsi più appropriati in caso di contagio, o sospetto contagio, da Covid-19.

Il valore della scienza

Nel messaggio per la Pasqua che l’arcivescovo di Milano, Mario Depini definisce “la benedizione del mendicante”, dopo aver espresso la propria condivisione per i disagi che la quarantena impone a studenti e docenti, suggerisce una riflessione sul valore della scienza: “In questo momento viene da chiedersi se non ci sia bisogno di una sapienza più alta, di una comprensione più alta di quello che sta succedendo, c’è bisogno di rispondere non solo alle domande “come funziona?”, “quanto costa?”, “come si misura?”. Forse abbiamo bisogno di un modo di studiare che affronti anche le domande fondamentali di senso. Abbiamo bisogno di una scienza che non sia solo a disposizione degli azionisti, ma possa servire anche a me, che sono mendicante di significato qui, sulla strada“. E sottolinea: “La benedizione del mendicante vuole essere un invito a un pensiero più umile, a un modo di considerare se stessi e le proprie possibilità con un maggior senso delle proporzioni dei problemi che contano. Abbiamo bisogno di un modo di pensare più modesto, più disponibile, un modo di pensare come quello dei mendicanti. Se mi hai dato l’elemosina di un po’ di tempo, io dico che Dio ti benedica“.

 

 

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