Seconda visita a Niscemi del presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Meloni ha effettuato un sopralluogo nel paese siciliano colpito da un sisma a fine gennaio, poi ha presieduto un briefing in Comune con il sindaco e i tecnici e infine ha incontrato una delegazione di cittadini. “Stiamo prevedendo fondi tra ordinari e immediati”, ha detto annunciando un decreto previsto per il Consiglio dei ministri di mercoledì prossimo.
Il sopralluogo
Con un blitz a sorpresa la premier Giorgia Meloni torna in Sicilia a distanza di 18 giorni dalla prima visita, assieme al capo della protezione civile Fabio Ciciliano, per una ricognizione nelle aree colpite dal ciclone Harry e per un sopralluogo a Niscemi, il paese colpito dalla frana lo scorso 25 gennaio. La premier ha presieduto un briefing in Comune con il sindaco e i tecnici del comitato operativo comunale e ha incontrato una rappresentanza di cittadini. E ha annunciato lo stanziamento di 150 milioni di euro per Niscemi con un decreto che sarà approvato mercoledì prossimo dal Consiglio dei ministri e conterrà la nomina di Fabio Ciciliano a commissario straordinario.
L’incontro con i cittadini
Alla premier i cittadini hanno ribadito che vogliono rimanere a Niscemi “e continuare a viverci, ma in sicurezza”. “Niscemi è il comune più monitorato d’Europa – ha assicurato Meloni – Stiamo prevedendo fondi tra ordinari e immediati su tre direttrici: la demolizione degli edifici, la messa in sicurezza e l’acquisto di nuovi immobili”. Alla delegazione di sfollati e agli amministratori locali, il capo del governo ha garantito il massimo impegno. Ma ha anche sottolineato che “forzare” la mano sulla definizione del fronte della frana, e dunque sulla zona rossa, “sarebbe un errore”: “non sono decisioni che si possono prendere sul piano politico”, ha spiegato, servono “dati tecnici”. “E se io forzassi le decisioni, magari perché voglio dare più velocemente delle risposte certe ai cittadini e mettessi la loro sicurezza a repentaglio sarei una pazza”. Dunque “non posso e non voglio dare oggi una tempistica della quale non sono certa”. Quello di cui è certa, però, è che “tutte le migliori eccellenze”, dal Genio militare alla Protezione Civile e ai Vigili del Fuoco, sono al lavoro per stabilire “la fascia non sicura e quella che si può recuperare”.
I fondi
Il decreto che arriverà in Cdm conterrà anche nuove risorse per i danni dell’alluvione in Sardegna, Calabria e Sicilia. “Prevede anche ammortizzatori sociali, per gli agricoltori che non riescono a raggiungere le loro proprietà e per i dipendenti che in questo periodo hanno difficoltà a svolgere la loro attività”, ha anticipato la premier. Si tratterà di “diverse centinaia di milioni di euro per il ripristino della rete infrastrutturale e dei servizi, indennizzi e sostegni per le attività economiche coinvolte particolarmente per quanto riguarda l’agricoltura”. Di certo “c’è la sospensione dei tributi col pagamento rimandato a ottobre, ci sono ammortizzatori sociali sui quali sta lavorando il ministero del Lavoro per i lavoratori dipendenti e gli autonomi”. “I ministeri hanno messo 170 milioni di euro per i vari settori – ha garantito Meloni – Tutto in raccordo coi presidenti delle tre Regioni”.
La croce
Per il governatore della Sicilia, Renato Schifani, che in mattinata aveva sentito la premier al telefono, “la collaborazione tra governo e Regione è fondamentale per garantire risposte rapide ed efficaci”. Durante la visita, il sindaco Massimiliano Conti ha mostrato a Meloni la croce diventata un simbolo di speranza e resistenza, trascinata dalla frana nel precipizio e recuperata ieri con un drone terrestre dalla polizia. Alla comunità di Niscemi l’associazione Extroart ha deciso di donare una nuova croce con le cinque pietre naturali siciliane – Custonaci, Sabucina, Comiso, la lavica di Catania e la storica Billiemi di Palermo – metafora dell’abbraccio di tutta la Sicilia.
Fonte Ansa

